Milan: forse si è arrivati alla chiusura di un cerchio, ma la gestione è da rivedere

Dopo più di due settimane di speculazione si è forse arrivati alla conclusione di una delle saghe di casa Milan: il prossimo allenatore.

Il Milan e la ricerca dell’allenatore

Dal 25 maggio, giorno di esonero di Massimiliano Allegri e di addio di gran parte della dirigenza, sono passati infatti ben 17 giorni prima di arrivare alla lista ristretta di candidati per la panchina.

Un periodo molto complicato per tutto il mondo rossonero, che è passato da avere un progetto, anche se poco apprezzato e poco vincente, al non avere idea sul futuro con un’area sportiva e una squadra da ricostruire e rivoluzionare dopo la debacle di San Siro col Cagliari.

I tre in fondo al casting

Come detto negli ultimi 17 giorni i pochi elementi rimasti in società ossia Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli hanno avuto colloqui con praticamente ogni allenatore libero e ora si è arrivati a un gruppo di tre nomi con cui si parlerà nelle prossime ore per chiudere la questione.

Uno è Oliver Glasner, che da qualche giorno sembra il favorito, ma che ora sta perdendo un po’ di quota. Il secondo è Ruben Amorim, nome fatto dalla nostra redazione in tempi non sospetti e che ora torna ad avanzare. L’ultimo è Matthias Jaissle, il più difficile dei tre perché ancora sotto contratto con l’Al-Ahli.

Tre profili abbastanza diversi tra di loro, ma che si staccano parecchio da quello di Max Allegri: l’idea era trovare un mister che predicasse un calcio più offensivo rispetto al toscano e tutti e tre, a modo loro, lo fanno.

Questa è la gestione che si meritano i tifosi?

Se da un lato si può essere sollevati che finalmente la fine di una delle questioni più importanti sia prossima alla conclusione, dall’altro non si può non interrogarsi su vari aspetti.

La modalità con cui si è arrivati a questa lista finale è uno di questi: oltre due settimane di incontri con allenatori diversi e persone sentite mai più contattate e che aspettano ancora risposte fanno un po’ paura perché la scelta appare più fatta per ansia, nonostante la calma predicata, che per un’idea chiara e precisa.

Anche le tempistiche non sono assolutamente condivisibili: giusto prendersi del tempo per evitare di fare ulteriori errori dopo quelli degli anni precedenti, ma 17 giorni per arrivare a una lista di tre nomi sono assurdi per un Club come il Milan.

L’ultimo, tasto dolente da ormai tanto tempo, è il lato comunicativo: dopo i tanti addii si era parlato di un Milan chiuso al mondo esterno e non disponibile a parlare coi media e simili, ma nelle ultime ore si è tornati a sapere l’organizzazione dei prossimi giorni tra nomi e incontri.

L’estate rossonera è già lunghissima e ancora non è praticamente iniziata, per cui servono miglioramenti immediati per evitare di far partire la stagione con tanti problemi.

Ruben Amorim - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Ruben Amorim – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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