Da Loftus-Cheek e Saelemaekers, passando per Tomori. Gazzetta: ecco chi sono i «poco adatti»

Ruben Amorim non sembra essere un allenatore da mezze misure. Dopo la sconfitta contro il Benfica, la prima in una gara ufficiale sulla panchina del Milan, il tecnico portoghese ha ribadito la volontà di portare avanti le proprie idee, anche a costo di esporsi alle critiche. E ora, dopo le prime cinque partite del Milan, cominciano a emergere i primi dubbi sulla compatibilità tra il suo calcio e una parte della rosa rossonera.

Milan, cinque formazioni diverse per conoscere la rosa

Nelle prime cinque gare Amorim ha scelto cinque formazioni differenti, modificando uomini e interpreti quasi a ogni appuntamento. Una scelta dettata dalla necessità di conoscere il gruppo da vicino, valutare le caratteristiche dei singoli e capire chi possa essere davvero funzionale al suo 3-4-2-1.

Il pesante 0-2 casalingo contro il Benfica, però, potrebbe aver accelerato questo processo di valutazione. La sensazione è che il tecnico abbia iniziato a individuare quei giocatori che, per caratteristiche, rischiano di avere maggiori difficoltà all’interno della sua idea di calcio. Lo stesso Amorim lo ha ammesso: «Se la rosa non è adatta al mio 3-4-2-1? In parte è vero, ma è impossibile arrivare in un nuovo club e avere tutto già pronto».

Una dichiarazione che assume un peso particolare considerando il ruolo avuto dallo stesso allenatore nella costruzione della rosa del Milan durante il mercato estivo. Amorim è stato infatti coinvolto nelle scelte degli acquisti e nelle valutazioni sui giocatori da confermare o lasciar partire. Per questo motivo, capire a chi si riferisca quando parla di una rosa solo parzialmente adatta al suo sistema diventa uno degli aspetti più interessanti del momento.

Tomori, Pavlovic e Gabbia: i dubbi in difesa

Amorim non ha fatto nomi pubblicamente, ma alcuni profili sembrano meno naturali rispetto alle richieste del suo calcio. Il primo è Fikayo Tomori. Il difensore inglese era stato inserito durante l’estate tra i possibili giocatori in uscita, insieme a Fofana, Nkunku e agli altri elementi considerati sacrificabili. La mancata partenza e l’assenza di un ulteriore innesto nel reparto hanno però portato alla sua reintegrazione nel gruppo. Finora, tuttavia, Tomori non ha ancora disputato un minuto con Amorim.

Anche Strahinja Pavlovic, pur essendo diventato un punto fermo della difesa, non rappresenta necessariamente il braccetto ideale per il tecnico portoghese. La sua aggressività e la sua fisicità sono caratteristiche preziose, ma nel 3-4-2-1 di Amorim è fondamentale anche la capacità di partecipare alla costruzione dal basso e di gestire il pallone sotto pressione. Situazione ancora diversa per Matteo Gabbia, che ha dovuto fare i conti anche con problemi fisici e non è ancora sceso in campo con il nuovo allenatore. Un’assenza che, in questo avvio di stagione, non può essere ignorata.

Modric e Jashari, il centrocampo tra corsa e possesso

Il discorso cambia a centrocampo, dove il calcio di Amorim richiede intensità, dinamismo e capacità di accompagnare il possesso con una continua partecipazione alla fase di transizione. È proprio qui che può nascere il principale interrogativo legato a Luka Modric. Il croato, nonostante la qualità e l’esperienza, ha compiuto 41 anni e non può garantire con la stessa continuità di qualche stagione fa determinati livelli di corsa e intensità. Il suo valore tecnico resta indiscutibile, ma inserirlo in maniera sistematica nei meccanismi di Amorim richiede probabilmente una gestione particolare.

Anche Ardon Jashari sembra attraversare una fase di riflessione. Dopo un avvio incoraggiante, il centrocampista svizzero sembra essere tornato a mostrare alcune delle incertezze già emerse nella passata stagione. E in un sistema che pretende grande partecipazione senza palla, il margine per gli interpreti meno continui si riduce.

Bartesaghi, Saelemaekers e Loftus-Cheek: gli altri profili da valutare

Un altro punto interrogativo riguarda le corsie esterne del Milan. Davide Bartesaghi non sembra incarnare perfettamente il profilo di laterale richiesto da Amorim, che nel corso della sua carriera ha spesso utilizzato esterni dotati di grande aggressività e spinta, arrivando anche ad adattare giocatori offensivi in quella posizione. È il caso, per esempio, di Amad Diallo ai tempi del Manchester United e dello stesso Samuel Chukwueze in questa prima fase dell’avventura milanista. L’idea è quella di avere giocatori capaci di garantire ampiezza, intensità e pericolosità offensiva, ma anche di interpretare con grande dispendio di energie entrambe le fasi.

Poi ci sono gli ibridi come Alexis Saelemaekers e Ruben Loftus-Cheek. Amorim ha provato a collocarli sulla trequarti, cercando di sfruttarne la duttilità all’interno del 3-4-2-1. Entrambi, però, non sembrano rispondere alla perfezione all’idea “amoriniana” del ruolo. Il belga può pagare una certa confusione nella scelta delle giocate, mentre l’inglese deve ancora trovare quella continuità e quella qualità nella partecipazione alla manovra che il sistema del tecnico portoghese richiede.

Milan, Amorim deve trovare il punto d’incontro con la rosa

I dubbi, dunque, sembrano essere diversi e coinvolgono praticamente ogni reparto. Dalla difesa al centrocampo, passando per gli esterni e la trequarti, Amorim sta cercando di capire quali giocatori possano davvero diventare parte integrante del suo progetto al Milan. Il problema è che il tecnico dovrà trovare un equilibrio tra la propria idea di calcio e le caratteristiche degli uomini a disposizione. Il mercato estivo ha già modificato profondamente la rosa, ma la costruzione di una squadra completamente modellata sulle esigenze del portoghese potrebbe richiedere ulteriori interventi.

La domanda, a questo punto, è soprattutto una: Amorim avrà il tempo necessario per completare la trasformazione del Milan nelle prossime sessioni di mercato? La risposta dipenderà inevitabilmente anche dai risultati e dalla capacità del tecnico di trovare, già con gli uomini attuali, una prima identità convincente.

Lazio-Milan: Ruben Loftus-Cheek, Kenneth Taylor (Photo Credit: Marco Iacobucci / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Lazio-Milan: Ruben Loftus-Cheek, Kenneth Taylor (Photo Credit: Marco Iacobucci / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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