“Luka Modric al Milan!” Una frase, un’affermazione del genere, fa sempre un certo effetto, anche nell’estate del 2025, anche quando è diventata realtà, anche quando il fenomeno croato è alla soglia dei 40 anni, che compirà il prossimo 9 settembre, e non è più certo quello di qualche stagione fa, quello delle quattro Champions in cinque anni con il Real Madrid, quello del Pallone d’Oro o quello della finale mondiale con la sua Croazia a Russia 2018. Eppure, come detto, sentir dire, scrivere o leggere ovunque: “Luka Modric al Milan”, non può che fare un certo effetto, con tutti i “se” e i “ma” del caso e che abbiamo in parte summenzionato. Un sogno che diventa realtà, uno dei centrocampisti più forti di sempre, il miglior calciatore croato di ogni epoca (il nostro Zvone Boban ci perdonerà), uno di quelli che hanno fatto sognare appassionati, tifosi e amanti del calcio per tantissimi anni e ha scritto la storia di questo sport, soprattutto nello scorso decennio. In epoche in cui il nostro campionato non fa più parte dell’élite del calcio europeo, in cui spesso si arriva a fine carriera, in cui i soldi in Italia non la fanno più da padrone e soprattutto in cui il Milan ha ormai perso l’appeal di un tempo e viene da una stagione disastrosa e con l’umore dei tifosi sotto i tacchi, l’arrivo di Luka Modric può rappresentare una scintilla, una goccia nel deserto, un desiderio di una vita che si avvera, una storia bellissima che porta un milanista dichiarato a casa dopo un lungo tragitto, ma in tempo per disegnare ancora calcio e infondere un po’ di carisma, leadership ed esperienza all’interno dello spogliatoio. Con la struttura adatta, poi, Modric potrebbe rappresentare un po’ l’Ibrahimovic del gennaio 2020, tempo in cui Zlatan portò tutto ciò che serviva ad una squadra giovane per imparare a combattere, sentirsi forte davanti a tutti gli avversari e poi addirittura per vincere.
Luka Modric, la Realtà

Rispetto a quel gennaio 2020, però, le cose sono cambiate e parecchio. Lo sono soprattutto in società, nella dirigenza e nei corridoi di Milanello dove, purtroppo, non c’è più Paolo Maldini che, tra un errore per troppo amore e di inesperienza e l’altro, riusciva comunque a dare a tutta la rosa, giorno dopo giorno, segnale tangibile di milanismo e l’Ibrahimovic calciatore fece il resto, riuscendo a portare carisma, forza, esperienza e leadership in mezzo al campo. Ora, quello che faceva Maldini non è più replicabile ed il colpo Modric, purtroppo, sa tanto di marketing e “belle intenzioni” ed è firmato da una proprietà lontana e senza particolari ambizioni che ha come unico obiettivo quello di dare un’accelerata al merchandising rossonero e far parlare di Milan in giro per il Mondo, ma non soltanto, anzi, non particolarmente per quello che avviene in campo. E, un Luka Modric che arriva alla soglia dei 40 anni, che può scatenare l’entusiasmo di “turisti” e “famiglie” in viaggio premio per Milanello, Casa Milan o San Siro, che vende magliette e fa parlare del Milan, in un modo o nell’altro anche negli Stati Uniti o in altre mete esotiche, adempie perfettamente alle esigenze di cui abbiamo parlato. La realtà, quindi, non può che raccontarci questo, come non può esimersi dal parlare di una rosa che al momento ha più buchi che caselle riempite e risolte e che riparte da un 40enne, dopo aver ceduto il miglior centrocampista in rosa, forse il migliore del campionato italiano in assoluto. Insomma, non sarà certo Modric a risollevare una squadra arrivata ottava nell’ultimo campionato, piena di problemi dentro e fuori dal campo e amministrata da una dirigenza che continua a prendere topiche epocali e non vuole smettere di far parlare di Milan più per eventi negativi e un po’ comici che per cose effettivamente di rilievo e livello.
Luka Modric, il Sogno

Di fianco all’amara realtà, o a quella che da molti viene vista come una parte inequivocabile di essa, ecco però il sogno, quello del bambino che guarda il calcio ancora con passione e con gli occhi grandi e lucidi di chi ha ancora la voglia di sperare e illudersi, quello del tifoso che ci crede e non vuole arrendersi mai, quella a cui infondo ogni milanista che non vuole deprimersi con il presente, si aggrappa per sperare, anche solo per un istante, di risvegliarsi con un Milan vincente e che cambi registro, puntando in alto. E, allora, per qualcuno, lunedì arriverà a Milano Luka Modric, quello delle sei Champions League, quello del Pallone d’Oro, quello che ha sempre tifato Milan e che darà l’anima, anche a 40 anni, per i colori che ha sempre sognato di indossare. Quel Luka Modric che, nonostante l’età, ha giocato tante partite, tra Liga, Mondiale per Club e Champions League con il Real Madrid soltanto fino a pochi giorni fa, che è integro fisicamente e che in Serie A, con ritmi non incandescenti ed impossibili, può ancora insegnare calcio e dettare legge in mezzo a pochi altri campioni del suo livello e spessore. E, allora, chiudiamo un attimo gli occhi e sogniamo una squadra forte, allenata bene e che pian piano verrà costruita per imparare calcio al suo fianco e potrà crescere con i suoi insegnamenti, la sua leadership ed il suo carisma. Chiudiamo gli occhi e pensiamo ad un Milan pieno di gioia, con il direttore d’orchestra croato che sa impartire ancora la sua melodia e che darà ai tifosi rossoneri nuovi spartiti su cui sperare, tornare a sognare e addormentarsi dolcemente.


[…] gli occhi gonfi di lacrime, prendiamo in prestito la conclusione il tuo ultimo articolo, un editoriale su quel Luka Modric appena arrivato al Milan e che tu – memoria storica della […]