Disastro Milan, serve un mea culpa generale: anche l’atteggiamento molle dei giocatori è da analizzare

E anche l’ultimo obbiettivo è ufficialmente saltato. Anzi, non ci si è neanche lontanamente andati vicini. Il Milan è uscito dall’Europa League con grande merito della Roma che ha giocato, prima all’andata e poi al ritorno, una doppia sfida quasi perfetta. Per poco, non sono riusciti anche nell’ardua impresa di non prendere gol dopo 50-60 minuti di attacco stressante dei rossoneri che, oltretutto, erano anche in superiorità numerica dal minuto 31, per via dell’espulsione di Celik.

Insomma, la preparazione della partita da parte di De Rossi è stata tatticamente perfetta, mentre così non si può dire per Pioli. Il tecnico rossonero non ci ha mai capito troppo a livello di tattica in queste due sfide, merito anche del suo avversario, che è stato capace di nascondere tutto alla luce del sole. Il Diavolo esce, quindi, con merito da questa Europa League, in cui – da obbiettivi – manco ci sarebbe dovuto essere. Adesso, con tutti gli obbiettivi saltati, rimane solo la faccia da salvare: non perdere assolutamente contro l’Inter lunedì e vincere contro la Juve certificando il secondo posto.

PIOLI HA LE SUE COLPE, MA DOVE SONO FINITI I GIOCATORI “PILASTRO”?

È chiaro che gli errori di Pioli siano sotto gli occhi di tutti, le diverse soluzioni da lui provate per mettere in difficoltà la Roma non hanno avuto alcun effetto e il match di ieri è stata la fotocopia di quello di una settimana fa. Ma in questi casi l’allenatore non può essere preso come capro espiatorio perché, è vero, la partita la prepara lui, ma sono i giocatori a scendere in campo ed è giusto che si prendano le proprie responsabilità.

Si possono fare tanti esempi in questo caso, ma è giusto – forse – prendere “di mira” i giocatori su cui il Milan pone e ha posto le proprie basi per il futuro. Si parla, in questo caso, di Bennacer, di Theo, di Leao e anche di Giroud, ma si potrebbero citare tutti quanti allo stesso modo, perché la prestazione generale è più che insufficiente. È incomprensibile come contro squadre, con tutto il rispetto, inferiori sulla carta vengano fatte certe prestazioni di altissimo livello, mentre appena si sale un pò più su, essi spariscano.

La Theao, giustamente vantata e invidiata da tanti, è stata completamente annullata dai giallorossi per due volte consecutive, e il linguaggio del corpo dei due giocatori parlava per loro. Rassegnazione, delusione e frustrazione ci possono stare, ma non se le porti in campo prima del fischio d’inizio. I fischi finali provenienti dal settore ospiti non erano fischi di “odio” o cattiveria, erano fischi consapevoli dei giocatori di cui il Milan dispone, e consapevoli soprattutto del fatto che possano fare meglio di così e questo sia il loro peggio.

Bennacer, al netto del suo rientro dall’infortunio, non è mai arrivato neanche al 50% del suo potenziale in questi tre mesi, è insicuro, a volte incerto. Ieri è stato sostituito al 40’ per rendere la squadra più offensiva inserendo Jovic, ma per tutti i minuti per cui ha calcato il terreno di gioco, non è stato di grande aiuto. A Giroud è vero, si può dire ben poco, perché si sacrifica in difesa e si batte su ogni singolo pallone, ma la precisione è mancata. Non è da lui la poca freddezza dimostrata.

Insomma, è giusto fare un Mea Culpa generale in questo caso, perché questi alti e bassi si ripetono da più di un anno oramai, ed è chiaro che ci sia più di qualcosa che non vada. L’avversario, in quanto a rosa, era più che abbordabile, ma perdere combattendo fino all’ultimo con il coltello nei denti e creare problemi seri agli avversari sarebbe stato accettabile, invece così, nello stesso modo in cui lo scorso anno è stato perso l’Euroderby contro l’Inter (senza combattere), no.

De Rossi stesso ha affermato nel post partita che “è stata una partita equilibrata, nel senso che il Milan non ci ha mai creato veri problemi”, e aver attaccato sterilmente per 60 minuti non significa aver dato tutto. Ora non c’è più tempo per guardarsi indietro, lunedì c’è un altro esame tosto e serve una risposta da chi negli ultimi 8 giorni non si è fatto sentire.

Milan: Yacine Adli e Olivier Giroud sotto la Curva Sud all'Olimpico (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Yacine Adli e Olivier Giroud sotto la Curva Sud all’Olimpico (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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