Un’altra serata amara per il Milan che torna a casa da Torino con una sconfitta pesante, sia a livello di classifica e sia per come è maturata. Due gravi errori quelli che hanno portato alle due reti dei granata, errori frutto di una squadra poco serena e lucida in campo, specchio certamente di un ambiente instabile e di un allenatore che al momento sembra privo di idee.
Nella conferenza post partita Conceição ha ammesso le gravi ingenuità commesse durante la partita, scusandosi innanzitutto con i tifosi per poi provare a ricompattare l’ambiente in vista del termine della stagione. E’ evidente che con il Torino la gara sia stata condizionata da errori evidenti dei singoli, errori che lo stesso mister ha definito “ridicoli” e lui stesso fatica a spiegarsi. Le sua espressioni durante la conferenza sono preoccupanti e mettono in evidenza tutte le difficoltà di una squadra che non ha una chiave di gioco e una reale idea di come stare in campo.
Più volte in conferenza l’allenatore ha ribadito tutte le difficoltà nel preparare una partita con serenità visti i numerosi impegni che fin qua i rossoneri hanno avuto. Dopo l’eliminazione della Champions League, però, Conceição ora avrà certamente più tempo per lavorare con la squadra e provare a concentrarsi su poche ma semplici idee per affrontare al meglio i prossimi avversari. La società sembra aver dato piena fiducia al mister che ora avrà l’arduo compito di ricompattare un ambiente frammentato e poco coeso, un ambiente che necessita come il pane di certezze, certezze smarrite anche nei leader, quelli che dovrebbero essere i reali punti fermi anche durante i momenti più difficili.
Se a gennaio la vittoria della Supercoppa a Riad sembrava essere stata un punto di partenza per ricompattare l’ambiente e poter ripartire con nuovi stimoli e una nuova linfa, in realtà, a giudicare da come le cose stanno proseguendo, si è dimostrata un semplice palliativo, così come il mercato di gennaio che al momento fatica ad incidere.
Conceição da leader e condottiero è finito anche lui all’interno di questo marasma totale da quale non se ne intravede una possibile via d’uscita.
E’ evidente che a questo punto della stagione non basti fare mea culpa ma bisogna tirare una riga su ciò che si è sbagliato e che si continua a sbagliare, per capire su quali figure poter contare la prossima stagione e su quelle che invece sono arrivate ai titoli di coda, per poter programmare diversamente il futuro di un Milan che merita di competere ogni giorno per grandi traguardi, senza doversi ritrovare a rincorrere con affanno e con scarse prospettive una qualificazione in Champions League.


