Milan, Gimenez ai saluti: quando la realtà non ripaga l’aspettativa

C’era una promessa scritta nei numeri, prima ancora che nei sogni dei tifosi. Trentadue milioni di euro versati al Feyenoord nel febbraio del 2025 per strappare al mercato un centravanti che in Eredivisie non segnava, divorava le partite: ventitré gol in un solo campionato, un fiuto del gol raro, quello che le squadre italiane rincorrono da anni senza mai trovarlo davvero.

La storia rossonera di Gimenez

Il Milan lo aveva individuato come l’erede di Giroud, il tassello che doveva risolvere un problema cronico dell’attacco rossonero. Gimenez, arrivato a stagione in corso, con addosso l’etichetta di possibile  salvatore, con i tifosi di San Siro già pronti a immaginarlo sugli spalti della classifica marcatori.

La realtà, però, ha preso una strada completamente diversa, e lo ha fatto con una lentezza quasi crudele. Il messicano è partito titolare, ha ricevuto la fiducia di un allenatore che ha costruito attorno a lui certezze tattiche, si è speso in un lavoro sporco che ha finito per avvantaggiare più i compagni che se stesso. I gol, però, non arrivavano. Una sola rete in tutta la stagione, contro il Lecce in Coppa Italia, il 23 settembre: un lampo isolato in un buio che si è fatto via via più fitto. Nel campionato, sedici presenze, zero reti, un solo assist, ventisette tiri di cui appena nove nello specchio della porta.

Numeri che raccontano non solo la sfortuna, ma anche un attaccante che ha smarrito la lucidità sotto porta, quella capacità di trasformare l’occasione in gol che lo aveva reso desiderabile appena qualche mese prima. A complicare ulteriormente il quadro è arrivato l’infortunio alla caviglia, che lo ha tenuto lontano dai campi per mesi, da fine ottobre fino alla primavera.

Il rientro non ha portato la scintilla sperata: spezzoni di partita in cui Gimenez non è mai riuscito a convincere, a incidere, a far dimenticare l’assenza prolungata. La stagione del Milan, del resto, si è chiusa in un clima di generale delusione, con la qualificazione all’Europa League vissuta come un ripiego amaro e i fischi di San Siro dopo la sconfitta contro il Cagliari a certificare un’annata al di sotto delle attese.

In quel contesto, la parabola di Gimenez è apparsa come lo specchio fedele di una squadra che non ha mai trovato continuità, ma anche come un caso a sé, quello di un investimento importante che non ha reso nemmeno lontanamente quanto promesso.

Nemmeno il Mondiale, l’appuntamento che avrebbe dovuto restituirgli fiducia e visibilità lontano dalle pressioni di Milano, ha cambiato il copione. Gimenez era arrivato alla rassegna iridata con ambizioni dichiarate, quelle di giocarsi un posto tra i protagonisti del torneo, persino di puntare alla classifica cannonieri. È tornato invece con un nuovo infortunio, patito contro l’Inghilterra, e con un bilancio complessivo che ha finito per allontanarlo ancora di più dal progetto rossonero: la sensazione diffusa è che quella caviglia dolorante sia diventata il simbolo di una storia che non è mai davvero decollata.

Il futuro

Oggi il centravanti messicano è tornato a Milanello per completare la riabilitazione, ma il suo futuro sembra scritto altrove. Le voci di mercato raccontano di un Milan pronto a valutare la sua cessione, di una società che ha già cominciato a immaginare l’attacco senza di lui, con Francesco Camarda confermato nelle gerarchie come prima alternativa dietro Goncalo Ramos.

Poco più di un anno dopo l’arrivo salutato come una svolta, il nome di Gimenez torna a circolare non più tra i protagonisti attesi, ma tra le cessioni da definire. Una parabola che dice molto su quanto, nel calcio, la distanza tra il potenziale intravisto e il rendimento reale possa restare incolmabile e su quanto in fretta un acquisto pensato per risolvere i problemi possa trasformarsi, suo malgrado, in uno dei problemi da risolvere.

Napoli-Milan: Santiago Gimenez (Photo Credit: Matteo Ciambelli / DeFodi Images via IPA Agency)
Napoli-Milan: Santiago Gimenez (Photo Credit: Matteo Ciambelli / DeFodi Images via IPA Agency)

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