Euro 2032, il nuovo San Siro è in ritardo: corsa contro il tempo per la candidatura

La candidatura ufficiale dell’Italia per ospitare Euro 2032 è stata presentata. Adesso, per il nuovo San Siro di Inter e Milan, non c’è più tempo da perdere. L’impianto che sorgerà accanto all’attuale Meazza dovrà essere pronto entro l’estate del 2031, un anno prima dell’inizio degli Europei organizzati congiuntamente da Italia e Turchia.

È questa la principale sfida che attende il progetto del nuovo stadio di Inter e Milan. Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, il cronoprogramma inserito nel dossier della candidatura italiana è già definito e, sulla carta, consente di rispettare la scadenza. Il problema è che qualsiasi rallentamento, ricorso o imprevisto potrebbe ridurre sensibilmente il margine a disposizione dei due club.

Il vecchio San Siro, infatti, non presenta tutti i requisiti necessari per entrare nella lista degli impianti destinati a ospitare le partite di Euro 2032. La nuova struttura dovrà quindi rappresentare il principale riferimento di Milano per la manifestazione continentale.

Nuovo San Siro, il calendario per Euro 2032

I documenti inseriti nel dossier della candidatura italiana indicano con precisione le tappe che dovranno accompagnare la realizzazione del nuovo stadio di Inter e Milan. Entro la fine del 2026 sono previsti ulteriori passi avanti sul fronte delle bonifiche e la definizione del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica. Tra la primavera e l’estate del 2027 dovrebbe invece arrivare l’approvazione definitiva del Piano Attuativo, passaggio necessario per poter procedere con l’apertura dei cantieri.

Secondo il calendario indicato dalla candidatura, l’avvio dei lavori dovrà essere considerato entro marzo 2027, termine indicato dalla UEFA come riferimento anche per la prima cantierizzazione. Da quel momento partirà una fase di lavori destinata a durare almeno tre anni. L’obiettivo è arrivare alla consegna del nuovo impianto entro giugno 2031, esattamente un anno prima dell’inizio di Euro 2032. Il margine temporale esiste, dunque, ma non è particolarmente ampio. Soprattutto considerando la storia recente delle opere infrastrutturali legate allo stadio di San Siro e le lungaggini burocratiche che hanno accompagnato il progetto negli ultimi anni.

Milano parte in rimonta rispetto alle altre città

Il problema per Inter e Milan è anche rappresentato dalla concorrenza interna. La candidatura italiana ha raccolto 16 dossier provenienti da 13 città, per un totale di numerosi impianti potenzialmente candidabili a ospitare le partite di Euro 2032. Oltre a Milano, sono infatti presenti Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Palermo, Salerno, Torino e Verona. A queste si aggiungono Roma e Napoli, che hanno presentato più soluzioni.

La Capitale può contare sull’Olimpico, ma anche sul futuro stadio della Roma a Pietralata e sul progetto di riqualificazione del Flaminio destinato alla Lazio. Napoli, invece, ha inserito nel dossier il Maradona, interessato da un importante progetto di riqualificazione, ma anche il possibile nuovo stadio di proprietà immaginato da Aurelio De Laurentiis.

In questo scenario il nuovo San Siro, almeno secondo lo stato attuale dei progetti, parte da una posizione che richiede una rimonta. Alcuni degli altri impianti candidati hanno infatti già raggiunto livelli di progettazione e realizzazione più avanzati. Particolarmente significativo è il confronto con il nuovo stadio della Roma a Pietralata, che al momento presenta un vantaggio di circa un anno rispetto al cronoprogramma del nuovo San Siro.

Entro ottobre la prima scelta della FIGC

La FIGC dovrà ora esaminare tutti i dossier ricevuti e valutare ogni singolo progetto sulla base di diversi parametri. Saranno presi in considerazione lo stato delle autorizzazioni, la disponibilità delle risorse finanziarie, la fattibilità degli interventi, le tempistiche dei lavori e la capacità delle singole città di gestire un evento internazionale di questa portata. Il confronto coinvolgerà inevitabilmente anche amministrazioni locali, società sportive e Governo.

La prima scadenza decisiva è fissata al 1° ottobre 2026. Entro quella data la Federcalcio italiana dovrà comunicare alla UEFA le cinque città candidate a ospitare le partite di Euro 2032, indicando anche alcuni impianti di riserva. Anche la federazione turca dovrà procedere allo stesso modo. Italia e Turchia ospiteranno infatti cinque stadi ciascuna durante il torneo.

Successivamente, il progetto dovrà rispettare tutte le altre scadenze fissate nel percorso di candidatura. Il progetto definitivo dal punto di vista amministrativo e la relativa copertura finanziaria dovranno essere definiti entro l’inizio di ottobre, mentre il riferimento fissato dalla UEFA per l’avvio dei lavori è marzo 2027. La scadenza finale, quella che maggiormente interessa Inter e Milan, resta giugno 2031.

Quasi 6 miliardi di investimenti per gli stadi

La candidatura italiana prevede complessivamente quasi 6 miliardi di euro di investimenti infrastrutturali per gli impianti coinvolti nei diversi dossier. La parte più consistente sarebbe garantita da capitali privati, con circa 4,5 miliardi di euro, mentre gli investimenti pubblici ammonterebbero a circa 1,5 miliardi.

Numeri che confermano quanto Euro 2032 possa rappresentare un’occasione importante per accelerare la modernizzazione degli stadi italiani, da anni considerati uno dei principali punti deboli dell’intero sistema calcistico nazionale. Per Milano, in particolare, l’Europeo potrebbe diventare un ulteriore incentivo per rispettare i tempi di realizzazione della nuova casa di Inter e Milan.

Il rischio dei ricorsi sul nuovo San Siro

Sulla carta, dunque, il cronoprogramma del nuovo San Siro consente di rispettare la scadenza del 2031. Ma proprio la storia del progetto suggerisce di non sottovalutare eventuali ostacoli. Il principale elemento di attenzione resta quello dei ricorsi e delle procedure amministrative. Al momento nulla impedisce a Inter e Milan di proseguire nel percorso concordato con il Comune di Milano guidato dal sindaco Giuseppe Sala, ma qualsiasi nuovo rallentamento potrebbe modificare radicalmente il quadro.

La demolizione di gran parte dell’attuale Meazza è prevista proprio quando sarà inaugurata la nuova struttura, che dovrà quindi essere pronta e operativa nei tempi stabiliti. Per questo il 2031 rappresenta una scadenza che non può essere considerata lontana. Il tempo, infatti, c’è, ma deve essere utilizzato senza ulteriori ritardi.

Euro 2032, il nuovo San Siro non può più aspettare

La candidatura dell’Italia a Euro 2032 ha quindi aggiunto un’altra importante pressione sul progetto del nuovo San Siro. Inter e Milan hanno davanti un cronoprogramma che, se rispettato, permetterebbe di consegnare l’impianto in tempo per il torneo. Ma Milano dovrà recuperare terreno rispetto ad altre città italiane e, soprattutto, evitare che eventuali problemi burocratici o ricorsi possano compromettere una tabella di marcia già piuttosto serrata.

La prima vera verifica arriverà il 1° ottobre, quando la FIGC dovrà comunicare alla UEFA le cinque città italiane candidate. Da quel momento la corsa entrerà nella fase decisiva. Per Inter e Milan, il nuovo San Siro non è più soltanto un progetto strategico per il futuro dei due club. È diventato anche una partita contro il tempo. E la scadenza del 2031, da oggi, è molto più vicina di quanto possa sembrare.

San Siro: demolita la biglietteria sud - Milan Press, robe dell'altro diavolo
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Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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