Supercoppa Italiana, ottavi di Champions League, qualificazione alla prossima Champions League e Coppa Italia: quattro obiettivi aveva Sergio Conceicao all’inizio del mandato sulla panchina del Milan e dopo la sconfitta di ieri a Napoli si può dire, anche se non ufficialmente, che ne abbia mancati due (ottavi e qualificazione alla prossima Champions). Per ora ne ha centrato solamente uno (Supercoppa) ed è in corsa per l’altro (Coppa Italia), probabilmente i due meno importanti in ottica sportiva ed economica.
Si può iniziare a fare un piccolo bilancio della stagione pessima vissuta dal club rossonero, condita da un cambio di allenatore, episodi disciplinari imbarazzanti alla luce del sole (il cooling break di Roma, i rigori di Firenze, la rissa Conceicao-Calabria dopo il Parma) e risultati insoddisfacenti (umilianti i 7 punti su 36 disponibili contro le prime 8 della classifica).
Il ko del Maradona rende sostanzialmente inutili le ultime 8 partite di Serie A perché il terzo e il quarto posto sono un miraggio che dista rispettivamente 11 e 9 punti, mentre il sesto della Roma ne dista 5 (possono diventare 7 se la Lazio vince questa sera contro il Torino). Un campionato che può prospettare un massimo di 71 punti, ma la possibilità di chiudere sotto quota 70 è ben più accreditata. Non restano che i derby di Coppa Italia per dare un senso agli ultimi due mesi di una stagione maledetta.


