Il nuovo Milan di Amorim: chi cambia davvero con il 3-4-2-1

L’arrivo di Ruben Amorim al Milan segna molto più di un semplice cambio in panchina: porta con sè il 3-4-2-1 che, come ogni cambio di sistema, porta inevitabilmente una valorizzazione per alcuni profili e ne mette altri maggiormente in difficoltà. Osservando l’attuale rosa rossonera, si possono già individuare i giocatori che sembrano più funzionali al nuovo modulo e quelli che potrebbero invece dover adattare il proprio gioco.

Chi può guadagnare dal cambio modulo

Tra i principali beneficiari ci sarebbe sicuramente Pavlovic. Il serbo ha già dimostrato di possedere le caratteristiche ideali per giocare in una difesa a tre come l’aggressività nei duelli e la sua importante forza fisica. Anche Rabiot, appare perfettamente compatibile con il doppio ruolo in mezzo al campo. Dinamismo, copertura e inserimenti sono qualità che sta mostrando anche ai Mondiali con la Francia e che si sposano bene con il nuovo modulo.

Discorso simile per Pulisic che nel 3-4-2-1 tornerebbe infatti a occupare una posizione da trequartista puro, a destra o a sinistra alle spalle della punta, una zona del campo che gli consentirebbe di sfruttare al massimo tecnica, imprevedibilità, dribbling e capacità di creare pericoli per le difese avversarie.

Chi rischia di perdere terreno

Più delicata appare invece la situazione di Saelemaekers. Il belga potrebbe essere impiegato da trequartista oppure abbassare il proprio raggio d’azione nei quattro di centrocampo, ma nessuna delle due soluzioni sembra valorizzarlo completamente. Il rischio è che sia uno dei giocatori chiamati a fare i maggiori sacrifici per adattarsi al sistema.

Anche il ruolo di centravanti presenta alcuni interrogativi. Al momento Gimenez sembra il profilo più adatto per caratteristiche, nonostante il calo di rendimento registrato dopo il suo arrivo al Milan. Le alternative sono Nkunku, reduce da un buon finale di stagione ma non una vera prima punta, e Füllkrug, attaccante d’area più portato a occupare il centro del gioco che ad attaccare la profondità.

Manca una punta, un nuovo Gyökeres?

Ed è proprio qui che emerge il vero nodo. Il 3-4-2-1 di Amorim ha trovato la sua massima espressione grazie a Gyökeres, attaccante devastante nello Sporting per fisicità, velocità, attacco alla profondità e capacità di trasformare ogni transizione in un’occasione da gol. Oggi il Milan non sembra avere in rosa un giocatore con caratteristiche così complete. Per questo, il successo dell’eventuale rivoluzione tattica potrebbe dipendere dalla capacità del club di trovare il centravanti giusto.

Ruben Amorim (Photo Credit: Martin Rickett PA Wire / PA Images via IPA Agency)
Ruben Amorim (Photo Credit: Martin Rickett PA Wire / PA Images via IPA Agency)

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