MP MONDIALI 2026 – Milan, un talento al giorno: Saliba, il sostituto di Kone nel Canada

Da tutte le parti del mondo si sentono gli accenti più disparati, anche in Canada, dove il francese è la seconda lingua più parlata. Questa sera scatta la fase a eliminazione diretta della Coppa del Mondo e la mission dei The Canucks è una sola: superare il Sudafrica, una delle nove nazionali africane su dieci capaci di sopravvivere all’inferno dei gironi e che, in un modo o nell’altro, ha già scritto un pezzo della propria storia.

Poteva giocare per Haiti

Una delle novità nell’undici scelto da Marsch è il centrocampista classe 2004 Nathan Saliba. Avrebbe potuto vestire la maglia di Haiti, senza aver mai nascosto le proprie origini e continuando a seguire con affetto le partite della nazionale caraibica. Poi è arrivata la chiamata del Canada e dire di no è diventato antipatriottico. Una scelta naturale, legata anche al luogo di nascita: Longueuil, una delle città con il maggior flusso di pendolari verso Montréal.

Infortunio horror e la titolarità al Mondiale 

È la notte in cui possono cambiare tante cose, anche se qualche ostacolo si è palesato durante la seconda partita del girone. Dopo aver demolito il Qatar, la Dea Bendata ha voltato le spalle ai canadesi. Kone, il piccolo Hulk del Sassuolo finito anche sul taccuino della dirigenza rossonera già dopo il 2-0 del Mapei Stadium, si è fratturato la tibia nel tentativo di una giocata di gran classe. Per smorzare il dolore stringeva tra le mani il Penthrox, potente analgesico utilizzato proprio in situazioni di questo genere.

L’abbraccio tra Kone e Saliba nell’ultima Gold Cup

Durante l’ultima Gold Cup della Concacaf, Kone aveva lasciato il posto proprio all’esordiente Saliba. Dietro lo sguardo di Nathan si nascondevano pupille dilatate dall’emozione di rappresentare il proprio Paese in una grande partita. Adesso che giocherà da titolare una fase a eliminazione diretta del Mondiale, sa di dover ripagare la fiducia di Marsch, l’uomo che ha incenerito la paura di sognare.

«Il miglior attacco non è la difesa»

Nei 90 minuti disputati contro la Svizzera, il centrocampista oggi all’Anderlecht ha chiuso con l’88% di passaggi completati, un assist, sei ripiegamenti difensivi e tre dribbling riusciti su quattro tentati. Lontano dai riflettori, il team di lavoro scelto da Cardinale starebbe continuando a rifare l’ossatura del Milan. A prima vista la rosa rossonera non sembra avere un bisogno immediato di un altro giovane centrocampista da lanciare (Jashari ancora part-time), ma la sensazione è che l’intonaco abbia cambiato marca. «Il miglior attacco non è la difesa». Cantano tutti in coro dalle parti di via Aldo Rossi.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress