Chi si aspettava i colpi di scena finale, da un mercato immobile fino a metà luglio e poi essenziale e senza particolari sussulti, molto probabilmente resterà deluso. Un anno fa, a poco più di 24 ore dalla chiusura della sessione estiva di calciomercato, il tifoso rossonero, a conclusione di tre mesi comunque pieni di acquisti e a loro modo entusiasmanti, sognava grazie all’acquisto, ormai quasi certo, di Mehdi Taremi. Proprio nella ore serali della penultima giornata di calciomercato, però, l’affare si bloccò e poi sfumò definitivamente. L’iraniano, ora in forza ai cugini nerazzurri, non arrivò più ed il Milan cercò di rattoppare la casella riguardante la prima punta (allora vice Giroud) rimasta vuota, con i vari tentativi fatti per Sanabria, Daka e Rafa Mir. A meno di 12-24 ore di distanza dalla chiusura della sessione estiva, ovviamente, le squadre che detenevano i cartellini di questi calciatori, non aprirono ad una possibile cessione e i dirigenti rossoneri si trovarono obbligati a virare su Luka Jovic, attaccante serbo reduce da una fallimentare esperienza alla Fiorentina e praticamente svincolato. Dopo un anno la situazione non è cambiata, i dirigenti del Milan navigano ancora a vista ed il mercato, ma soprattutto il reparto offensivo rossonero in vista dell’intera stagione, ruota ancora attorno a Luka Jovic.
Milan, il mercato ruota attorno a… Jovic

Ma, se un anno fa arrivava senza particolare entusiasmo da parte dei tifosi rossoneri, ora si cerca una sua cessione per poter chiudere gli ultimi colpi e dare a Paulo Fonseca una rosa più forte e competitiva in tutti i reparti. Nel frattempo, però, dopo aver inseguito per un mese e mezzo Joshua Zirkzee ed averlo mollato, almeno da quelle che ci viene detto, per non cedere ai presunti ricatti dei procuratori che volevano quindici milioni di commissioni per far firmare il proprio assistito con la società di Viale Aldo Rossi, a Luka Jovic è stata assegnata la maglia numero nove e il compito di essere il vice Morata. Questo almeno finché Paulo Fonseca, dopo averlo schierato titolare contro il Torino, non ha deciso di preferirgli Okafor come prima punta, al posto dell’infortunato Morata, e gli ha concesso soltanto 10′ contro il Parma. Una scelta che sa di bocciatura verso l’attaccante serbo che ora, almeno secondo il volere della società, dovrebbe trovarsi una sistemazione in queste ultime 24 ore di mercato, o poco più. La trattativa con la Roma, che prevede lo scambio Abraham- Saelemaekers, più un conguaglio a favore della società capitolina, imbastita da un paio di giorni, ma non ha ancora portata a termine, continua, ma non è ancora chiusa. Il rischio di ritrovarsi ancora una volta con il cerino in mano e senza un piano di riserva all’attaccante titolare, quindi, è più che vivo.
Mercato, da Zirkzee ad Abraham senza seguire un filo logico

In tutto questo c’è chi si aspettava i botti di fine anno, ma rimarrà ancora una volta deluso. Il mercato non porterà un sogno di fine estate. Sicuramente, a meno di clamorosi colpi di scena, non arriverà Adrien Rabiot, nonostante il francese da svincolato potrebbe firmare anche dopo il 30 agosto. Troppo alto l’ingaggio e troppa poca voglia di investire e regalare un sogno ai tifosi c’è dalle parti di Casa Milan. Si complica anche l’affare Manu Kone. Il francese arriverebbe soltanto con una contestuale e contemporanea uscita di Ismael Bennacer in Arabia, che a questo punto appare sempre più difficile. Nel frattempo, i dirigenti del Milan, con il conguaglio previsto nell’affare Abraham-Saelemaekers, potrebbero finanziare proprio i giallorossi, regalando loro anche i soldi per l’arrivo dello stesso Kone che tanto piace ad Ibrahimovic, Moncada e Furlani. Insomma, un vero colpo di genio, non c’è che dire. Che sia chiaro. L’arrivo di Abraham, almeno secondo chi vi scrive, potrebbe essere utile e migliorare la competitività della prima linea rossonera, ma è il modus operandi che proprio non va e segue una linea mai troppo coerente e lineare. Ancora una volta si naviga a vista, senza un vero piano ed un vero programma. E, così, il mercato e l’estate che avrebbe dovuto portare il grosso investimento in attacco, quell’attaccante giovane da 20-30 gol stagionali e e che avrebbe dovuto rappresentare presente e futuro del Milan, si è trasformata nell’ennesima speranza che le cose girino per il verso giusto durante le ultime ore di trattative, quando ormai, ad ogni eventualità, non v’è più rimedio.

