Spendiamo troppo? Chi se ne frega, accontentate Amorim

Per anni il ritornello è stato sempre lo stesso. Il Milan non investe. Il Milan non compra i grandi giocatori. Il Milan cerca occasioni, prestiti, scommesse. Il club rossonero è stato criticato praticamente a ogni sessione di calciomercato per il suo puntare su talenti sconosciuti spendendo poco, massimo 20-25 milioni a giocatore. Un investimento che qualche volta ti va bene, ma il più delle volte torna indietro come un boomerang e ancora oggi ti ritrovi in casa investimenti sbagliati che non sai dove piazzare. Gerry Cardinale però, nelle ultime ore, pare aver cambiato il copione.

Il Milan è pronto a investire una cifra tra i 70 e gli 80 milioni di euro per Gonçalo Ramos, destinata a diventare la più alta della storia del club. L’operazione è ormai definita e il costo complessivo potrà superare i 74 milioni di parte fissa, con bonus che potrebbero spingere l’investimento oltre gli 80. E allora viene spontanea una domanda. Ma non era esattamente questo ciò che chiedevamo al Milan? Qualcosa sembra essere cambiata dal punto di vista delle spese, ma qualcuno continua ancora a criticare.

Le critiche sono lecite e doverose quando le cose vanno male. Sono eccessive però quando si prova a farle nella maniera – spendere soldi su soldi – che ormai è nella prassi di tutti. Perché criticare una società quando non spende è legittimo. Criticarla anche quando decide finalmente di investire con convinzione (e anche con un pizzico di prepotenza), rischia invece di diventare un esercizio di incoerenza.

 

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Il Milan ha scelto Amorim. Adesso lo segua davvero

L’acquisto di Gonçalo Ramos può essere un gran colpo di mercato. Può essere finalmente quel centravanti che il Milan aspettava da tempo ma che non riusciva a prendere. Però è da interpretare anche come un messaggio. Il Milan non ha preso un attaccante qualsiasi: ha deciso di accontentare la prima grande richiesta del proprio allenatore.

Ruben Amorim aveva individuato proprio nel portoghese (come lui) il profilo ideale per guidare il nuovo progetto tecnico, e la società ha scelto di assecondarlo senza esitazioni. Anzi, spendendoci proprio una cifra folle. Questo è probabilmente l’aspetto più incoraggiante. Per troppo tempo il Milan ha dato l’impressione di gestire le questioni senza un filo logico e senza seguire un ordine di organigramma tra direttori sportivi, amministratori delegati e allenatori. Molte volte gli allenatori si sono trovati in rosa profili che non avevano scelto e con cui non avevano nulla in comune per lavorarci. Questa volta, invece, il filo logico sembra esserci. Ed è proprio questo che si deve seguire.

Ora bisogna completare l’opera

Se davvero Cardinale ha deciso di affidarsi ad Amorim, allora lo faccia fino in fondo. Le priorità tecniche del nuovo allenatore sembrano ormai piuttosto chiare. La prima riguarda le conferme. Mike Maignan – protagonista con la Francia ai Mondiali – rappresenta ancora uno dei migliori portieri d’Europa e blindarlo significherebbe dare continuità al progetto. Lo stesso vale per Adrien Rabiot, diventato rapidamente uno dei leader tecnici e caratteriali della squadra, e per Strahinja Pavlović, uno dei migliori della stagione appena passata con Allegri e che anche Amorim considera perfetto.

Poi arriveranno gli innesti. A centrocampo il nome più caldo resta quello di Morten Hjulmand, ex Serie A – che non guasta mai – e perno dello Sporting di Amorim. Interprete ideale del suo calcio fatto di intensità e letture preventive. Sulla trequarti i profili seguiti sono quelli di altri due pupilli, Francisco Trincão e Pedro Gonçalves, due giocatori che conoscono alla perfezione automatismi e princìpi del tecnico portoghese. Entrambi rappresenterebbero un’accelerazione enorme nel processo di assimilazione del nuovo sistema di gioco. E sullo sfondo resta anche il talento di Kerim Alajbegović, che Ibrahimovic ha appena incensato, già corteggiato dalla Serie A di cui presto ne sentiremo parlare con ancora più forza.

Sporting: Morten Hjulmand (Photo Credit: Nuno Reisinho / ZUMA Press Wire / Shutterstock via IPA Agency)
Sporting: Morten Hjulmand (Photo Credit: Nuno Reisinho / ZUMA Press Wire / Shutterstock via IPA Agency)

Spendere tanto, ma bene

Naturalmente investire tanto non garantisce automaticamente il successo. Lo insegna la storia del calcio. E anche forse quella del Milan. Ma esiste una differenza sostanziale tra spendere tanto senza una logica e spendere tanto seguendo un progetto tecnico. Il Milan sembra aver scelto la seconda strada, o almeno così pare. Ed è proprio per questo che l’operazione Gonçalo Ramos va letta come un punto di partenza, non come un punto di arrivo. Perché Amorim è stato scelto per costruire un’identità precisa, diktat di Cardinale. Sarebbe un errore fermarsi al primo acquisto e poi chiedergli miracoli.

Guai a fermarsi

Per una volta, dunque, il dibattito sul prezzo passa in secondo piano. Settanta, settantacinque o ottanta milioni. Conta relativamente. Conta molto di più il messaggio che questo investimento manda all’ambiente. Dentro e fuori. Il Milan ha deciso di spendere. Bene. Adesso continui. Perché il rischio più grande sarebbe fare il passo più lungo della gamba con il primo acquisto e poi interrompere il percorso proprio quando Amorim avrà bisogno degli altri tasselli del suo calcio. Perché uno solo non basta.

Se davvero il Milan ha scelto di inaugurare un nuovo ciclo, sarebbe anche l’ora dopo diversi fallimenti consecutivi, questo è il momento di dimostrarlo. Non con gli slogan. Con i fatti. Per anni si è chiesto alla proprietà uno sforzo economico all’altezza della storia del club. Se oggi quello sforzo sta finalmente arrivando, la reazione non può essere lo scetticismo a prescindere. Gonçalo Ramos può piacere o meno. Si potrà discutere della cifra quando parlerà il campo. Ma un principio dovrebbe mettere tutti d’accordo: un allenatore appena arrivato va messo nelle condizioni di lavorare con gli uomini che ritiene indispensabili. Il Milan ha acceso il motore. Adesso sarebbe un errore spegnerlo dopo la prima curva.

Gonçalo Ramos - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Gonçalo Ramos – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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