Ci sono storie che finiscono perché è giusto così. Altre, invece, chiedono ancora un capitolo. Non per nostalgia, non per riconoscenza, ma perché il campo racconta che c’è ancora qualcosa da dare. È la storia di Luka Modric e il Milan. Una storia destinata a continuare, per un altro anno, insieme. Il croato dopo il Mondiale disputato con la sua Nazionale e finito per mano di un nuovo giocatore del Milan (Gonçalo Ramos con il suo gol per il Portogallo ha eliminato la Croazia) si godrà le vacanze ma è attesa una risposta, che dovrebbe essere positiva, per un matrimonio che non è certo finito qui.
Un campione? Sì, ma Luka Modric non è solo questo
Quando arrivò un anno fa, qualcuno parlò di un’operazione romantica, quasi nostalgica. Un premio alla carriera per uno dei centrocampisti più forti della storia del calcio. In pochi, forse, immaginavano che a quarant’anni sarebbe riuscito ancora a fare la differenza con una naturalezza quasi disarmante. E invece Luka ha trasformato i dubbi in applausi, le perplessità in certezze.
Ha giocato – 37 presenze, 2 gol e 3 assist il bottino della sua stagione rossonera -, corso, dettato i tempi, preso per mano la squadra nei momenti più delicati e soprattutto ha insegnato calcio. Quello vero. Quello fatto di intelligenza, tecnica, sacrificio e umiltà. In un calcio sempre più frenetico, Modric ha ricordato a tutti che il tempo può ancora essere governato da un piede educato e da una mente superiore.
I numeri raccontano una stagione importante, ma non spiegano fino in fondo ciò che il croato ha rappresentato per il Milan. Perché il suo valore è andato ben oltre i gol, gli assist, i passaggi o le giocate. È stato un leader silenzioso, uno di quelli che non ha bisogno di alzare la voce per farsi sentire. Un esempio quotidiano per i più giovani, un riferimento costante per lo spogliatoio e una garanzia per qualsiasi allenatore. È difficile immaginare che una figura del genere possa essere sostituita semplicemente andando sul mercato.
Perché la storia tra Modric e il Milan non può finire così
Chi ha negli occhi l’ultima immagine della sua stagione ricorda inevitabilmente la disfatta contro il Cagliari all’ultima giornata. Con una partita il Milan ha gettato al vento i sacrifici di un anno. Un qualcosa di surreale. La mancata qualificazione in Champions League ha rivoluzionato tutto, con Cardinale che da lì a breve ha fatto piazza pulita e quello che ci apprestiamo a vedere sarà un Milan tutto nuovo. Tutto nuovo tranne una parte, una piccola parte, che si chiama Luka Modric. È difficile, molto difficile, accettare l’idea che possa essere stata l’ultima con la maglia del Milan. Le grandi storie meritano di scegliere il proprio finale, non di subirlo.
Il Milan riparte da Modric. Anche a 41 anni, stessa età dell’allenatore
Anche Ruben Amorim sembra averlo capito immediatamente. Fin dal suo arrivo ha ribadito la volontà di trattenere Modric, riconoscendogli un’importanza che va oltre il semplice aspetto tecnico. In una squadra che dovrà imparare nuovi principi di gioco e affrontare una nuova fase della propria storia, avere accanto un campione – suo coetaneo – che ha vinto tutto può fare una differenza enorme. Non soltanto durante i novanta minuti, ma ogni giorno a Milanello. Per questo il possibile rinnovo di Luka assume un significato che supera quello di una normale operazione di mercato. È una scelta di cultura calcistica, di identità, di valori.
Il Milan ha bisogno di costruire il futuro, ma per farlo ha anche bisogno di figure capaci di trasmettere cosa significhi davvero appartenere a un grande club. Modric è una di queste. E allora viene spontaneo dirlo con il cuore prima ancora che con la razionalità. Resta ancora, Luka. Non perché il Milan non possa andare avanti senza di te. Il Milan lo farà, come ha sempre fatto con tutti i suoi campioni. Ma perché certe storie, quando sono così autentiche, meritano di essere accompagnate fino all’ultima pagina. E oggi quella pagina dà ancora la sensazione di non essere stata scritta.



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