Jashari: «Sono al Milan per vincere, darò sempre il massimo. Allegri è un maestro, Pirlo un idolo»

Il rossonero Ardon Jashari ha rilasciato una lunga intervista a Il Foglio in cui ha parlato dei suoi primi mesi al Milan, Allegri e i suoi obiettivi. Di seguito le sue parole.

Jashari sulla sua personalità

«Molti non conoscendomi pensano che io sia arrogante, ma è esattamente l’opposto. Sono un professionista umile, molto concentrato a dare il massimo in campo per la squadra, ma anche un ragazzo di 23 anni che ama sorridere e stare in compagnia. In spogliatoio c’è un bellissimo clima con i miei compagni gli allenamenti sono intensi ma non mancano momenti di svago, specie a pranzo con Modric e Pavlovic. Mangiano accanto a me, dovreste conoscerli…».

Sulla trattativa per arrivare in rossonero

«Me lo ricordo bene quel periodo, avevo terminato la stagione con il Bruges, avevamo vinto la Belgian Cup, ed ero tra i calciatori più forti in rosa. Il club non voleva assolutamente cedermi, la posizione era chiara nei miei confronti. Io parlavo ogni giorno con il mio agente, sapendo del forte interesse del Milan. Ero in vacanza a Ibiza, con la mia fidanzata, mi stavo rilassando quando è suonato il mio cellulare. Il numero era italiano. Risposi subito,
era Igli Tare».

Sulle sensazioni in quel momento

«Ho capito immediatamente che il Milan avrebbe fatto di tutto pur di convincermi e questa cosa mi entusiasmava molto. Dall’altra avevo un rispetto enorme per il Bruges. Volevo solo trovare la soluzione migliore per entrambi. Certo, come fai a rifiutare un club così importante come il Milan».

Su cosa ha accelerato il suo arrivo

«Il lavoro di tutta la dirigenza, circa una decina di giorni dopo la chiamata del direttore è arrivata anche quella di Zlatan Ibrahimovic. Mi ha parlato del progetto. Ero emozionato al telefono, la voce quasi mi tremava, ma ero motivato e pronto dentro di me per iniziare una nuova sfida».

Su Allegri

«Lui è un maestro per me, cerco di imparare moltissimo. Ha grande esperienza. Mi parla spesso, dice di inserirmi di più, di giocare con intensità e di andare anche al tiro se abbiamo l’occasione. Mi sprona a migliorarmi anche in allenamento, anche perché nel corso degli ultimi anni la mia posizione in campo è molto cambiata».

Sul suo percorso, simile a quello di Pirlo

«È vero, da trequartista a regista. Pirlo è stato il mio idolo da ragazzino. Mi ricordo le sue giocate, erano perfette. Lui e Redondo mi hanno ispirato molto, giocavano con una serenità e una lucidità in campo impressionante. Sapevano dettare i tempi del gioco in qualsiasi momento».

Se ha qualche routine pre partita

«Nulla di tutto questo in realtà. Sono musulmano, spesso durante il tragitto verso lo stadio ascolto il Corano, mi aiuta a concentrarmi spiritualmente prima di giocare. Il calore e il tifo dei nostri tifosi una volta arrivati a San Siro fanno il resto. E poi ogni volta che indossi la maglia rossonera l’adrenalina sale».

Se il numero 30 è stato casuale

«Assolutamente no. Io quando ero bambino e giocavo a pallone non ho mai avuto un ruolo. Guardavo Messi e mi bastava. Indossava la 30 e pensai che se mai fossi stato un calciatore avrei voluto lo stesso numero. Per la verità in quel periodo sapevo poco. Difensore, centrocampista o attaccante era la stessa cosa, volevo solo il pallone e divertirmi. Diversi anni dopo quando iniziai tra i professionisti in Svizzera mi dissero che avrei potuto scegliere il mio numero preferito ma solo dopo il 20, quindi chiesi il 30 con orgoglio. E’ stata una delle prime richieste, ancor prima ancora di firmare il contratto e andare in sede. Ho mandato un messaggio, chiedendo la numero 30 e sono stato accontentato».

Sugli obiettivi in maglia Milan

«Sono qui per vincere. Per me, per la squadra, per i tifosi. Voglio dare il massimo ogni giorno, con entusiasmo e professionalità. Mi auguro di vestire questa maglia ancora per tanti anni. Adesso però dobbiamo pensare partita dopo partita, il nostro obiettivo è tornare in Champions League tra le squadre più importanti di Europa. Sappiamo che dobbiamo lavorare duro, ma questo non ci spaventa».

Milan: Ardon Jashari (Photo Credit: Gianluca Ricci / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Ardon Jashari (Photo Credit: Gianluca Ricci / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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