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Il Milan si affida a Ibra, ancora una volta. Il suo rientro per salvare la stagione

La pesante sconfitta di ieri a Roma complica, e non poco, gli obiettivi stagionali dei rossoneri. Il Milan si affida a Ibra, rientrato oggi a svolgere la seduta di allenamento con i compagni che non sono stati impiegati nella trasferta contro la Lazio, per cercare di porre fine a questo crollo che lo ha portato dal primo posto, addirittura fino alla 22esima giornata, all’attuale quinto che lo vedrebbe clamorosamente fuori dalla prossima Champions League. Un obiettivo che era l’unico reale ad inizio stagione e che, visto l’andamento di quest’ultima, non può assolutamente svanire. Il fallimento, però, è dietro l’angolo e al Diavolo restano cinque partite, tutte molto complicate tra le altre cose, per evitarlo e salvare la stagione. Il Milan, però, soprattutto ieri sera, ma in gran parte di questo disastroso girone di ritorno, è apparso sulle gambe, incapace di reagire alle scoppole prese, vulnerabile dietro, ma anche e soprattutto fragile e poco incisivo davanti. Troppe poche occasioni create, ma soprattutto pochissime quelle sfruttate e capitalizzate in zona offensiva, dove la mancanza di una prima punta si è fatta spesso sentire in questa stagione. Il Milan si affida a Ibra e al suo rientro in campo, quindi, per cercare di risolvere questo annoso problema e darsi qualche chance per lo sprint finale.

Il Milan si affida a Ibra. Fallimentare l’investimento su Mandzukic

Milan: Mario Mandzukic – MilanPress, robe dell’altro diavolo

Abbiamo spesso lodato, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo, le operazioni lungimiranti di mercato effettuate da Maldini e Massara (oltre a Boban). Al momento, però, resta un grosso punto interrogativo sull’ultimo mercato di gennaio. Si è parlato a lungo, durante l’estate e anche nel corso della prima parte di stagione, della presunta necessità di regalare a Pioli un vice Ibra, nel caso quest’ultimo avesse avuto qualche problema fisico durante la stagione. Cosa che, purtroppo, è capitata più di quanto era lecito aspettarsi e lo svedese ha saltato, per il Covid prima e per diversi problemi fisici dopo, quasi la metà delle partite giocate in campionato dalla squadra. A gennaio si è deciso di puntare su Mario Mandzukic per sopperire alle eventuali assenze di Ibra e non farlo rimpiangere in quelle circostanze. Una mossa assai azzardata per vari motivi. Primo fra tutti l’inattività del croato che non giocava una partita ufficiale da più di un anno, ma anche per la sua età. Due motivi che sommati insieme potevano far pensare ad una condizione fisica che avrebbe avuto bisogno di tempo per tornare quantomeno decente. E così è stato. Mandzukic ha saltato quasi tre mesi di stagione per infortunio e, rientrato nelle ultime tre partite, è apparso ancora lontanissimo da una condizione accettabile. Anche per questo motivo, quindi, il Milan si affida a Ibra ed al suo rientro per tornare a segnare e a vincere.

Il Milan si affida a Ibra, ancora una volta. Leao, delusione totale

Milan: Rafael Leao - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Rafael Leao – Milanpress, robe dell’altro diavolo

Un altro motivo per cui il Milan si affida a Ibra, che dovrà cercare di salvare la baracca in questo finale di stagione, è anche quello legato alla delusione totale chiamata Rafael Leao. Tutti si aspettavano dal giovane attaccante portoghese, se non la definitiva esplosione e consacrazione, quanto meno una crescita, rispetto alle buone cose fatte vedere a sprazzi nella scorsa stagione. Dopo un buon inizio da laterale sinistro e qualche altro sprazzo qua e là, Leao ha deluso, soprattutto quando è stato impiegato da prima punta. Troppo leggero, troppo poco sul pezzo, troppo poco presente sia mentalmente che fisicamente. Se ci fosse ancora qualche dubbio, nelle ultime gare in cui è stato impiegato da prima punta, il portoghese li ha tolti tutti: Leao non è una prima punta e difficilmente lo diventerà nel tempo. Partire da destra per poi magari accentrarsi e venire in mezzo al campo, alternandosi in quel ruolo con Ante Rebic, è sicuramente più nelle sue corde ed è il ruolo su cui si dovrà puntare nel prossimo futuro. L’inconsistenza da prima punta del lusitano, ma anche di Rebic, la condizione non ottimale di Mandzukic, costringeranno Zlatan Ibrahimovic ancora una volta a fare gli straordinari, sperando che non ci siano altre ricadute e dimenticando che, quando le cose giravano per il verso giusto, il Milan era squadra anche senza di lui e riusciva a sopperire alla sua assenza con meccanismi ben oliati, entusiasmo e condizione fisica eccellente da parte di tutti.

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