Se potessimo applicare al calcio la teoria della ciclicità della storia di Machiavelli, allora la parabola di Zlatan Ibrahimovic al Milan sarebbe l’esempio perfetto. Undici anni dopo il suo primo addio, lo svedese ha nuovamente lasciato i colori rossoneri e le similitudini con l’estate 2012 assumono connotazioni preoccupanti.
Il primo addio di Ibrahimovic e un ciclo mai iniziato
Estate 2011. Il Milan si raduna a Milanello con lo scudetto sul petto e con l’ambizione di ripetersi per poter aprire un ciclo vincente e con la speranza di fare strada anche in Europa. Il mercato però non porta in dote grandi rinforzi: il fantomatico “Mister X” ricercato a centrocampo non arriverà mai e la mediana già attempata verrà rimpolpata solo da Aquilani e Nocerino, con Pirlo lasciato andare a parametro zero. La stagione si chiuderà con un deludente secondo posto alle spalle della Juventus di Conte (e dello stesso Pirlo) dopo un serrato testa a testa. Poco dopo Ibrahimovic e Thiago Silva verranno ceduti al Psg per questioni di bilancio in quello che di fatto è il momento che segna l’inizio della “banter era”.

Il secondo addio di Ibrahimovic e la paura di una nuova banter era
Estate 2022. Il Milan si raduna a Milanello con lo scudetto sul petto e con l’ambizione di ripetersi per poter aprire un ciclo vincente e con la speranza di fare strada anche in Europa. Il mercato però non porta in dote grandi rinforzi: il grande atteso De Ketelaere deluderà le attese, i vari Vranckx, Adli e Dest saranno oggetti misteriosi e a centrocampo si sentirà l’assenza di Kessié lasciato andare a parametro zero. La stagione si chiuderà con un deludente quarto posto (quinto sul campo) con tanti alti e bassi, Ibrahimovic annuncerà l’addio al calcio, Maldini verrà licenziato e Tonali sarà ceduto al Newcastle.
RedBird, che intenzioni hai?
Se davvero la storia si ripete allora la paura di una banter era 2.0 rischia più che mai di prendere forma. La rivoluzione di RedBird nei prossimi due mesi dirà molto sulle ambizioni della proprietà: dodici anni fa la strada imboccata fu quella della mediocrità, la speranza è di non ripiombare nell’abisso derubricando l’ultimo splendido scudetto a parentesi di gioia in mezzo a tanti anni di delusioni e bocconi amari.

