Quasi duecento partite con il Milan, sedici con la nazionale, ed essere il leader tecnico della tua squadra, nonché giocatore più decisivo a ventuno anni è fantascienza per quasi chiunque nel mondo del calcio, a meno che tu non ti chiami Gianluigi Donnarumma. Anche venerdì a Torino, nella semifinale di Coppa Italia contro la Juventus, Gigio si è vestito da Superman. Al 17′ ha spinto sul palo il rigore di Cristiano Ronaldo che ha tenuto in partita il Milan. Un rigore parato e non sbagliato, perché il portoghese lo aveva calciato bene. E non è una novità per Donnarumma. Da quando gioca con il Milan su 28 rigori fronteggiati, solo 18 sono finiti alle sue spalle: nel 35% dei casi gli avversari non gioiscono. Per un tiratore, anche uno specialista come Ronaldo non è facile fronteggiare un portiere di 1.96 metri, che quando si butta copre tutta la porta. Solo una delle tante qualità di Donnarumma.
Il centro del futuro
Gigio nell’ultima stagione e mezzo è diventato una totale garanzia di questo Milan, le sue parate portano punti pesanti e gli errori sono sempre di meno. Anche in passato erano più le prodezze degli sbagli, ma alcuni rimanevano negli occhi e costavano punti pesanti soprattutto, come l’uscita a vuoto sul gol di Mauro Icardi al 90′ nel derby d’andata 2018/19. Le uscite, come le giocate con i piedi, vanno migliorate ma la gioventù e la professionalità sono dalla sua parte. Tra i pali invece è inappuntabile. Il senso della posizione, unito alla sua enorme stazza ed esplosività, lo rendono un gatto.
A fine giugno 2021 il suo contratto con il Milan scadrà e la società sta lavorando al suo rinnovo, sperando che Mino Raiola avrà meno problemi con Ivan Gazidis – con cui si incontrerà a breve – rispetto a quelli che ha avuto con Massimiliano Mirabelli e Marco Fassone nel giugno del 2017. Certo, il suo procuratore non è partito bene, perché come Zlatan Ibrahimovic, altro suo assistito, ha attaccato dicendo che il Milan non ha un progetto credibile. È fondamentale, però, per i rossoneri trattenere Donnarumma. Primo vero top player di questa squadra. La sua valutazione di mercato, 60 milioni prima della crisi dovuta al Coronavirus, è ora scesa. Il Milan non incasserebbe più di 35-40 milioni, un’inezia per un calciatore così giovane, ma già così forte e importante. In più se quei soldi dovessero essere reinvestiti in un giocatore di esperienza, ma in là con l’età o un ragazzo di prospettiva, ma senza certezze ne varrebbe la pena?
Il Milan deve assolutamente ripartire da Gigio, perché è giovane, forte e rossonero. E pazienza se il suo contratto non rientrerà nel salary cap di Gazidis. I top player costano e vanno pagati. È ora di scegliere che squadra voler essere: o ingaggi bassi e giocatori da metà classifica, o cercare di scalarla facendo questi sforzi. Ripartendo da Gigio.

