Dopo quasi due anni da quel 13 dicembre 2018 i rossoneri tornano a giocarsi una coppa europea, anche se la sorella minore, una volta approdati alla fase a gironi. Lo fa con qualche difficoltà. L’emergenza lì dietro, che ormai è diventata abitudine, ma soprattutto l’assenza di due pezzi importantissimi della trequarti ‘classica’ di mister Pioli. Infatti, in Scozia mancheranno sia Ante Rebic che Hakan Calhanoglu, ai box per i rispettivi infortuni. Il bollettino medico costringerà il tecnico rossonero ad affidarsi a più di un ragazzino, probabilmente dal primo minuto si rivedrà uno schieramento in ‘stile Spezia’. A parte uno, anzi due con Kjaer. Perché lì davanti agirà sempre Zlatan Ibrahimovic che dopo le due firme nel derby vuole mettere l’autografo di nuovo in Europa League. La partita di questa sera sarà un esame anche per lui.
Ibra, la prima volta senza Rebic e Calha
C’è sempre una prima volta. Anche per Zlatan, che in terra scozzese dovrà lottare senza i suoi fedelissimi. Non che con il resto del gruppo non ci sia feeling, ma sicuramente con Rebic e Calhanoglu c’è tutt’altra intesa. Specie sotto porta, in cui le loro triangolazioni hanno fruttato parecchi problemi alle difese avversarie, basta pensare al derby di sabato scorso. Stasera i rifinitori dello svedese potrebbero essere Brahim Diaz, Castillejo e Krunic, un trio mai visto finora. L’abilità di Zlatan Benjamin Button dovrà essere il saper incidere anche senza i suoi figli prediletti, anche se non dipenderà solo da lui. Saper farsi trovare con facilità tra le linee o arretrare, come spesso gli capita, a prendersi il pallone e smistare per i compagni. Applaudire per l’impegno, visto che molti sono alle prime esperienze in campi europei. Se ci sarà tutto questo, il mix di leadership ed intraprendenza porterà sicuramente a Milano i tre punti.

Ibra, in Scozia a guidare i giovani
Molto spesso i giornali e tanti addetti ai lavori hanno descritto Zlatan come la chioccia attorno ai giovani, il punto di riferimento in grado di migliorare tutti gli altri. Con Rebic, Calhanoglu e Kjaer questa descrizione era valida, ma non ancora al 100% dal punto che stiamo parlando di un vicecampione del mondo, di un ragazzo con esperienza europea e di un difensore che ormai ha superato i 30 anni. A Glasgow ci sarà solo il centrale danese mentre i restanti saranno tutti under 25. Zlatan dovrà agire da leader in mezzo ad un gruppo di ventenni, ma a lui questa responsabilità piace e non poco. Ecco perché può considerarsi un esame. Vincere e convincere da vero e proprio ‘anziano del gruppo’ vorrebbe dire confermare per l’ennesima volta il suo potenziale e la sua imprescindibilità in questa rosa. Un’esame che Ibra ha tutta l’intenzione di superare.


