Sarà l’Amorim “top” dello Sporting o quello “flop” dello United? Dipenderà soprattutto dal club (per il quale non era la prima scelta)

Il Milan e Ruben Amorim sono sempre più vicini. O almeno così pare. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, dopo gli ultimi contatti tra le parti, il tecnico portoghese sembra aver superato la concorrenza di Matthias Jaissle e potrebbe diventare il prossimo allenatore rossonero, raccogliendo una pesante eredità “in salsa lusitana” dopo le esperienze recenti con Paulo Fonseca e Sergio Conceição. A 41 anni, Amorim rappresenta una scelta precisa, sebbene molto ritardata: un allenatore giovane, con idee moderne e un’identità tattica ben definita, un allenatore che nella sua ancora breve carriera ha avuto dei picchi altissimi allo Sporting Lisbona, ma anche un crollo verticale sulla panchina del Manchester United.

Milan, Amorim verso la firma: entusiasmo o dubbi?

Le trattative delle ultime ore avrebbero dato esito positivo. Amorim avrebbe accettato le condizioni proposte dal Milan e sarebbe pronto a iniziare una nuova avventura in Serie A. Sul tavolo un contratto biennale con opzione per un’ulteriore stagione, una formula già utilizzata dal club rossonero in passato. La differenza rispetto all’accordo proposto a Massimiliano Allegri sarebbe soprattutto economica: per Amorim è previsto uno stipendio intorno ai 3,5 milioni di euro a stagione più bonus. Una scelta che confermerebbe la volontà del Milan di puntare su un profilo internazionale, ma allo stesso tempo sostenibile dal punto di vista finanziario.

L’arrivo di Ruben Amorim divide inevitabilmente l’ambiente rossonero. Da una parte ci sono coloro che ricordano il suo ottimo lavoro allo Sporting Lisbona, dove ha costruito una squadra competitiva, valorizzato giovani talenti e imposto un calcio riconoscibile. Dall’altra parte restano i dubbi legati alla parentesi al Manchester United, terminata senza i risultati sperati e con diverse difficoltà nella gestione di una realtà complessa come quella inglese. È il normale dibattito che accompagna ogni scelta importante: soprattutto nel calcio estivo, quando aspettative, entusiasmo e scetticismo viaggiano spesso sullo stesso binario.

La vera sfida del Milan sarà sostenere la scelta

Al di là delle valutazioni tecniche, il punto centrale sarà soprattutto uno: la società dovrà credere davvero in Ruben Amorim. Negli ultimi anni il Milan ha cambiato più volte guida tecnica senza riuscire a garantire il tempo e il supporto necessari all’allenatore scelto. Prima Fonseca, poi Conceição, infine Allegri: entrambi sono stati presentati come soluzioni convinte, ma il progetto non ha avuto la continuità necessaria per svilupparsi. Se Amorim sarà davvero la prima scelta del club, allora dovrà essere difeso e accompagnato con convinzione.

Non basterà presentarlo come il nuovo uomo della svolta: servirà una strategia chiara, pazienza e un sostegno che vada oltre i primi mesi di difficoltà. Perché ogni allenatore ha bisogno di tempo, ma soprattutto di una società pronta a proteggerne il lavoro. I tifosi possono scegliere se fidarsi subito o aspettare. Possono avere dubbi dopo Manchester o entusiasmo pensando allo Sporting. È normale. Ma la prima a dover credere in Ruben Amorim, ancora prima dei tifosi, dovrà essere proprio la società Milan.

Ruben Amorim (Photo Credit: Martin Rickett PA Wire / PA Images via IPA Agency)
Ruben Amorim (Photo Credit: Martin Rickett PA Wire / PA Images via IPA Agency)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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