Il centrocampista del Milan, Luka Modric, è stato intervistato qualche settimana fa da Giacomo Poretti nel suo PoretCast. Adesso, il contenuto è uscito sul canale YouTube della trasmissione.
Le parole di Modric
«Il talento è il 20% e il resto è duro lavoro , questo mi diceva un mio vecchio allenatore. Non so se sia questa la percentuale, ma sicuramente se non lavori duramente, se non sei determinato e non credi in te stesso e tutte le cose che sono necessarie per avere successo nella vita, non vai da nessuna parte. Il talento è solo una parte, il resto è fatto da tutte queste cose che ti permettono di avere successo. Mi sento molto bene a giocare in Italia, perché sono cresciuto nel mito di questa lega e sono cresciuto nel mito di alcuni dei più intelligenti calciatori italiani come Pirlo, Baggio, Totti, Del Piero e altri ancora. Quindi ho apprezzato moltissimo questo tipo di calciatori e mi sento benissimo in Serie A, ho realizzato questo sogno e quello di giocare nel miglior club d’Italia, il Milan».
Modric e la determinazione in campo
«La forza la trovo nell’amore per quello che faccio, poi ci sono le persone importanti come la famiglia, i bambini, le persone vicine a te e lo vuoi fare per loro, perché vedi quanto li rendi felici con quello che fai, ti dà la determinazione di provare che le persone di sbagliano, ti etichettano come vecchio, ma la motivazione per dimostrare che si sbagliano la trovi dalle persone intorno a te, anche se la cosa più importante resta l’amore per quello che fai, quello ti porta avanti.
Tantissime cose sono importanti per tenere il tuo livello: il recupero è importantissimo con l’avanzare dell’età, devi conoscere il tuo corpo. Più diventi vecchio più devi lavorare, tenere la forma, lavorare, per essere a questo livello devi lavorare tanto e recuperare molto bene, a me piace il lavoro ma ti serve un ottimo equilibrio».
Modric e la sua calma in campo
«Sono una persona calma e provo sempre ad essere positivo, calmo in ogni situazione perché le cose negative succedono, cerchi di stare calmo e non pensare in negativo, non farti trascinare e cerchi di cambiare le cose quando non vanno. A volte fai delle cose in campo e ti sorprendi, perché puoi sempre fare qualcosa meglio, imparare, fare nuove cose, e questo è come sono io, cerco sempre altre soluzioni, cose nuove, a volte vedi i tuoi compagni e cerchi spunti da loro. Amo il calcio e cerco di fare cose che anche a loro piacerebbe fare, puoi sempre imparare. Mi diverte molto il calcio».
Modric e i cambiamenti del calcio e gli allenatori
«Non so quanto ma le cose sono cambiate, dipende da preparatori, tecnici, nella preseason a volte è più dura e a volte più morbida. Preferisco mettere benzina prima della stagione perché aiuta, ma non sempre è così magari. Ho lavorato con grandissimi allenatori, da ognuno di loro ho imparato e mi hanno reso quello che sono in carriera, senza loro non avrei avuto successo, se devo dirne uno è uno che ho avuto quando ero piccolino ed era anche arbitro per noi. Ci fischiava contro per farci arrabbiare per mostrarci che nel calcio e nella vita puoi avere molte ingiustizie ma devi restare sempre calmo, un insegnamento importantissimo per me crescendo».
Modric e il suo impatto sullo spogliatoio
«Amo creare un clima calmo e positivo nello spogliatoio, è la cosa più importante per creare gruppo. Calma, positività per avere buone energie e positività nel gruppo e restare calmo, avere motivazioni è importante e queste cose sono importanti. Quando devo dire qualcosa di importante, io non parlo molto e mi piace scegliere il momento giusto per farlo, per dire qualcosa che possa essere di aiuto alla squadra, lo faccio con calma quando serve. Mi piace osservare e aspettare il momento giusto».
Modric e il rapporto coi giovani
«Mi viene voglia di aiutare i giovani calciatori, perché hanno bisogno di aiuto. Tantissime cose accadono intorno al calcio e ho l’impressione che per loro il calcio non sia più la priorità, mentre la mia generazione aveva il calcio come priorità, non avevamo distrazioni. Oggi ci sono troppe distrazioni e i giovani diventano confusi, quindi è nostro dovere mostrare loro cosa fare e il comportamento per avere successo. Quando arrivano a un certo livello arrivano molti a un certo livello per 2/3 anni e poi spariscono, ma nel calcio devi puntare a essere costante e continuo.
Cerco di dare loro un esempio ogni giorno. “Io ho creduto in me stesso, quindi posso consigliare di credere in sé stessi, lavorare duro e dimostrare che le persone si sbagliano. Le persone cercano sempre di tirarti giù e non devi badare a loro, devi prenderlo come motivazione e provare che si sbagliano, non mollare e credi sempre in te stesso. Queste cose sono un modo di pensare che mi ha aiutato tantissimo nella mia vita».
Modric sull’importanza della famiglia
«La famiglia è la cosa più importante. Quando arrivi a casa dopo le partite che non sono andate bene, le cose diventano più facili, perché i figli e la moglie ti aiutano a dimenticare il calcio, anche se nono è facile, io non sono una persona che dopo le sconfitte è intrattabile per un paio di giorni, ma i figli e tua moglie ti aiutano a ridere, a non pensare solo a calcio, quindi la stabilità a casa è fondamentale per pensare ad altro che non sia solo il calcio. Quando tutto funziona a casa puoi essere pienamente focalizzato sul tuo lavoro, sono grato di questo», conclude Modric.



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