La sfida tra Milan e Napoli torna a caricarsi di significati pesanti, e non solo per la classifica. Massimiliano Allegri, come spesso accade nei grandi appuntamenti, prepara qualcosa di diverso. Perché se c’è una certezza, è che il tecnico livornese raramente si presenta con un copione già scritto. Lo riferisce l’edizione questa mattina in edicola de La Gazzetta dello Sport.
Il precedente che ha fatto scuola
All’andata, a San Siro, aveva spiazzato tutti, compreso Antonio Conte. La scelta di abbassare la catena di sinistra per attirare il pressing del Napoli e liberare spazio alle spalle si rivelò decisiva: in quella mezz’ora il Milan costruì la vittoria, sfruttando gli spazi e colpendo con precisione chirurgica. Una lezione tattica che mise in difficoltà anche uomini esperti come Di Lorenzo e Anguissa.
Questa volta il contesto è diverso e la partita si giocherà al Maradona, in un ambiente caldo e pronto a spingere i padroni di casa. Negli ultimi mesi Allegri ha trovato equilibrio con il 3-5-2, costruendo una squadra solida, difficile da battere e con una delle migliori difese del campionato. Ma qualcosa, soprattutto davanti, non ha sempre funzionato.
Milan, il dubbio modulo e le nuove armi
Ecco perché negli ultimi tempi si è rivisto con più insistenza il passaggio al tridente. Contro il Torino, proprio nel momento di maggiore difficoltà, il Milan ha cambiato pelle e ha prodotto alcuni dei minuti più convincenti della stagione. Un segnale che Allegri non ha ignorato. L’idea è lì, pronta a essere utilizzata: magari a partita in corso, magari anche dall’inizio se servirà dare una scossa immediata.
In questo senso, giocatori come Nkunku e Giménez rappresentano soluzioni preziose, soprattutto dopo aver lavorato a Milanello durante la sosta. Fame, energia e voglia di rivalsa: ingredienti che possono fare la differenza in una gara così. Un’altra carta importante sarà il rientro di Loftus-Cheek. Dopo settimane complicate, l’inglese torna a disposizione e offre ad Allegri un’alternativa fisica e tecnica, utile per reggere l’impatto di un centrocampo muscolare come quello azzurro, dove oltre ad Anguissa spicca anche McTominay.
Allegri e l’approccio che può cambiare tutto
Ma più dei nomi, sarà decisivo l’approccio. Nel derby contro l’Inter, il Milan ha sorpreso tutti partendo forte, aggredendo alto e togliendo respiro agli avversari. Una scelta in controtendenza rispetto alla prudenza iniziale che spesso caratterizza le squadre di Allegri, ma che dimostra quanto il tecnico sappia adattarsi al contesto.
Non esiste una sola versione del suo Milan. Può aspettare e colpire in ripartenza oppure alzare il baricentro e aggredire subito. Può difendersi basso o cambiare sistema in corsa. È questa la sua forza: la capacità di leggere le partite e modificarle. E al Maradona, ancora una volta, l’impressione è che proverà a sorprendere tutti. Anche Conte.



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