Nel Milan, oggi, sono tutti sotto accusa. La lente d’ingrandimento di Gerry Cardinale si è spostata su ogni livello del club, soprattutto su quello dirigenziale e tecnico. Da Giorgio Furlani a Massimiliano Allegri, nessuno può dirsi davvero senza responsabilità.
Eppure il mercato della scorsa estate era stato tutt’altro che prudente. Anzi, per certi versi quasi faraonico.
Il Milan ha speso oltre 100 milioni di euro, destinandone quasi 90 soltanto a tre giocatori. Un investimento enorme, soprattutto per un club che negli ultimi anni ha sempre predicato sostenibilità. La domanda, oggi, è inevitabile: cosa è andato storto?
La Gazzetta dello Sport ha provato ad analizzare singolarmente gli acquisti estivi e invernali, fotografando un quadro che racconta di tante aspettative e pochissime certezze.
I grandi investimenti che non hanno reso
Il primo nome è quello di Ardon Jashari. Lo svizzero è arrivato dopo una trattativa estenuante per 35 milioni più bonus, ma finora non ha mai restituito nemmeno la metà di quanto investito su di lui.
A sua discolpa pesa l’infortunio al perone rimediato a inizio stagione, che ne ha rallentato immediatamente il percorso. Al rientro, poi, non ha praticamente mai trovato continuità, anche perché Allegri ha spesso insistito nel schierarlo in una posizione non propriamente sua: quella di regista.
Discorso simile per Christopher Nkunku. Anche lui è costato una cifra molto importante e, fino a questo momento, ha prodotto appena sei gol in campionato, di cui quattro su calcio di rigore.
Tra dicembre e gennaio sembrava aver finalmente trovato continuità e condizione, poi si è nuovamente spento, trascinato nel momento negativo vissuto dall’intera squadra. Anche nel suo caso resta l’attenuante legata al ruolo: troppo spesso è stato adattato in posizioni che non gli appartengono.
Tra occasioni mancate e giocatori ancora da decifrare
Pervis Estupinan, Samuele Ricci e Koni De Winter sono costati circa 20 milioni a testa, ma nessuno dei tre ha realmente lasciato il segno.
L’ex Brighton ha vissuto una sola vera notte da protagonista: il derby di ritorno, deciso anche grazie alla sua prestazione. Poi, però, è sparito dai radar. Ricci, arrivato dopo l’esperienza da capitano al Torino, ha trovato pochissimo spazio in un centrocampo affollato e altamente competitivo. De Winter, invece, ha alternato prestazioni di alto livello ad altre decisamente più complicate. Emblematica, in negativo, la sua serata contro il Napoli in Supercoppa, quando è andato in enorme difficoltà contro Rasmus Hojlund.
Paradossalmente, i migliori acquisti sono stati proprio quelli arrivati a cifre molto più basse: Luka Modric e Adrien Rabiot. Sono stati gli unici, tra i volti nuovi, a fare realmente la differenza. E quando sono mancati, il Milan lo ha sempre accusato.
Restano poi i profili più giovani come Odogu, Athekame e Terracciano, arrivati con investimenti contenuti e ancora tutti da valutare.
Capitolo a parte per Niclas Füllkrug: arrivato nel mercato invernale, ha segnato un solo gol – quello decisivo contro il Lecce – prima di sparire completamente dai radar. Il suo futuro è già scritto: niente riscatto e ritorno al West Ham.



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