Dopo la sconfitta con l’Atalanta, in casa Milan la priorità è restare uniti e concentrarsi sulla qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo decisivo in estate dopo la delusione della scosta stagione. Solo dopo l’ultima giornata di campionato verranno fatte valutazioni più profonde sulla dirigenza e sul progetto tecnico: questa è già una notizia, come riporta la Gazzetta dello Sport.
NON SI PUÒ BUTTARE VIA TUTTO
Gerry Cardinale è molto deluso dall’andamento della squadra, dal calo improvviso dopo il derby vinto l’8 marzo e dalle scelte di mercato della società. Nonostante ciò, continua a credere nel progetto rossonero e intende proseguire con investimenti importanti, anche se restano dubbi sui dirigenti che faranno parte del Milan del futuro: Furlani, Tare, Moncada e Ibrahimovic non sono più certi della permanenza.
Il proprietario sa che il Diavolo è ancora padrone del proprio destino: con due vittorie contro Genoa e Cagliari arriverebbe la qualificazione (anche se l’ultimo periodo fa sembrare le cose parecchio difficili). Per questo ha mantenuto contatti costanti con Mister Allegri, che gode della sua stima e ha un contratto fino al 2027. Tuttavia, per continuare insieme servirà piena condivisione sugli obiettivi futuri.
Il businessman americano vuole evitare decisioni impulsive. Teme che un’altra stagione senza Champions League comporterebbe gravi conseguenze economiche e sportive al brand, costringendo forse alla cessione di giocatori importanti e a una nuova rivoluzione societaria, l’ennesima. Solo dopo il 24 maggio, quando arriveranno i verdetti finali in Serie A, verranno analizzati errori di mercato, responsabilità dirigenziali e possibili cambiamenti strutturali.



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