Milan, i motivi del tracollo: squadra senza qualità e personalità. E l’obiettivo qualificazione in Champions fa paura…

Dopo aver completamente azzerato i punti di vantaggio nei confronti delle altre pretendenti per la Champions League, il Milan di Massimiliano Allegri si trova nella condizione di non poter più commettere alcun errore. Pur avendo ancora il destino nelle proprie mani, il Diavolo dovrà affrontare gli ultimi 180 minuti con la pressione di non aver alcun margine di errore. La prossima gara, la trasferta di Genova contro il Grifone allenato da Daniele De Rossi, in un campo storicamente ostico, e si prospetta un match delicato. Lo stesso De Rossi, non aspetta altro che fare un regalo alla sua squadra del cuore, la Roma.

MILAN, I MOTIVI DEL TRACOLLO

Il girone d’andata dei rossoneri è stato di gran livello, lo stesso non si può dire di quello di ritorno. La delusione negli occhi dei tifosi, così come lo sconforto continuo dei calciatori e dell’ambiente, hanno portato ad un evidente calo nelle ultime prestazioni. Non tanto per il gioco, che quest’anno a parte un paio di trasferte (Udine e Bologna), non si è mai visto, ma per l’intensità e la carica messa in campo, che è andata via via scemando. La squadra di Allegri, che fino a qualche mese fa sembrava avere ambizioni di altissima classifica, è rapidamente scesa all’obiettivo – naturalmente importante – della qualificazione Champions. Ma è quasi parso come se, una volta vista scappare l’Inter, le motivazioni siano crollate. I calciatori di un certo status, come Maignan, Rabiot, sono calati nelle prestazioni, mentre gli unici che hanno mantenuto un livello costante ed alto in campo sono stati Modric e Pavlovic, probabilmente i due MVP della stagione rossonera. Altri, che in passato avevano guidato la squadra come Leao e Pulisic, ma anche lo stesso Saelemaekers, sembrano aver completamente mollato la presa. Questo, è sinonimo di una squadra alla quale manca personalità.

Eppure, questa dovrebbe essere una delle caratteristiche principali nella costruzione di una squadra, perché quando le gare si fanno delicate, gli obiettivi sembrano difficili da raggiungere, a quel punto bisogna attaccarsi a qualcosa. Fino a qualche settimana fa, il Diavolo sembrava essere in Champions, mancava solo l’aritmetica, ora si ritrova a dover lottare fino all’ultimo minuto, ad essere risucchiato all’interno di una corsa piena di contendenti.

Il secondo punto, riguarda invece la scarsa qualità tecnica dei calciatori. Sarà il modo di giocare di Allegri (anche se questa sembra più una scusa che una reale motivazione), ma i calciatori della rosa non riescono più a trovare il guizzo tecnico che stappi le partite. Il Milan non attacca più con pericolosità, non tira in porta, non dribbla, non entusiasma. E’ una squadra spenta, che non diverte e non attira. Per gli avversari è diventato facile, oramai, affrontare il Milan. Ultimamente, le partite dei rossoneri sono tutte opache, tutte statiche: nessuno prende in mano la situazione, nessuno delizia tecnicamente. E quando non trovi la giocata, tutto diventa complicato.

La speranza, è che in questi 180 minuti rimanenti, il Milan possa trovare questi due aspetti che, fino a gennaio, sembravano esserci. Poi, qualcosa nella testa è cambiato, e tutto si è un po’ perso. La qualificazione alla prossima Champions League è un obiettivo da non fallire, altrimenti anche la prossima stagione partirebbe con delle difficoltà importanti. Nessuno ha voglia di sentire nuovamente la parola “ricostruzione”.

Napoli-Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Danilo Gemito / DeFodi Images via IPA Agency)
Napoli-Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Danilo Gemito / DeFodi Images via IPA Agency)
Ernesto Lepera
Ernesto Lepera
Mi chiamo Ernesto Lepera, sono uno studente in Comunicazione Pubblica, Sociale e d'Impresa. Aspirante giornalista sportivo, coltivo questo sogno sin da bambino. Lavoro per realizzarlo.

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