Si è appena conclusa la conferenza stampa del tecnico del Milan, Ruben Amorim, alla vigilia della sfida contro la Lazio, in programma domani alle ore 18 allo stadio Olimpico di Roma. Di seguito le dichiarazioni dell’allenatore rossonero.
Lazio-Milan, la conferenza di vigilia di Ruben Amorim
«Domani affronteremo una squadra con tanta velocità, una squadra molto aggressiva che ha un’identità chiara e precisa nella costruzione a quattro. Frattesi è stato un acquisto molto azzeccato, è molto aggressivo negli ultimi 30 metri e hanno esterni bravi con la palla e una bravo attaccante. Sono fiduciosi perchè vengono da tre vittorie, il calcio è buffo perchè hanno iniziato la stagione perdendo in Coppa Italia, ma poi in campionato le hanno vinte tutte.
Gattuso è una leggenda e da calciatore è stata la dimostrazione che il talento non è tutto, ma che la passione e l’aggressività sono doti importanti. E’ un esempio perfetto per il Milan attuale. Negli ultimi anni forse è mancata questa passione, che insieme all’impegno ti permette di superare certe difficoltà.
Abbiamo parlato di tante cose in settimana, abbiamo sbagliato delle cose contro la Juventus, non soltanto dal punto di vista tattico. E’ mancata un po’ di energia e siamo stati manchevoli negli ultimi trenta metri perchè non abbiamo portati tanti giocatori nell’area avversaria.
Ho mostrato le immagini ai ragazzi per mostrare che tante occasioni concesse alla Juventus sono nate dal perdere il possesso palla, è una cosa che va migliorata. Ramos? Non è una questione di singoli, ma di collettivo. Lui può rendere molto bene ma deve essere supportato dalla squadra e tutti i giocatori devono migliorarsi.
Modric? Luka non è in grado di pressare ogni singola azione difensiva, ma è quello che gestisce meglio il nostro possesso. Io devo scegliere se avere più possesso palla e meno pressing, quando abbiamo la palla possiamo gestire meglio, controllare meglio. Se dovessi perdere da un lato, preferisco farlo con meno pressing e più possesso. Luka ci permette di avere una gestione migliore, io voglio una squadra che possa dominare nel possesso.
Dobbiamo migliorare in ogni allenamento. Non è bello ma se prendo l’esempio di un incidente aereo, si raccolgono informazioni e si mettono in pratica dalla volta successiva. Il banco di prova è la partita di domani. Ho già lavorato dove c’erano leggende, di solito loro parlano tanto. Io vivo un momento attuale diverso rispetto al passato, non voglio che i giocatori si dimentichino il peso e la responsabilità di giocare qui, ma serve tempo. Noi dobbiamo vincere, è l’unica cosa che conta per me. Ma per vincere serve tempo, lo hanno fatto l’Inter e la Juventus. È un percorso, bisogna costruire per vincere con continuità. Il tempo è prezioso.
Pulisic si sta allenando bene, Cisse e Saelemaekers stanno giocando bene. Se si guardano le nostre prime tre partite, si nota che chi entra dalla panchina cambia l’inerzia, è importante avere i cambi. La classifica non mi importa in questo momento. Essere primi per una notte non sarebbe speciale, vale per i bambini, per mio figlio (ride, ndr). Cisse se giocasse in Nazionale sarebbe libero, è pronto. Ma secondo tempo ci vuole più tempo. Ma se lo mettete in Nazionale non sarà timido, giocherà: dategli tempo per diventare il giocatore che può diventare.
Pulisic lo vedremo in campo, a me piace molto. Al momento tiene il muso perché è a quota zero minuti ma voglio che siano insoddisfatti quando non giocano. Anche quando si tratta del migliore al mondo, non sono disposto a metterlo a discapito di chi sta facendo bene. Morirò con questi principi. Pulisic è importante per me, dopo la sosta giocheremo tanto e o giocatori serviranno tutti. Bisogna capire il contesto e perché faccio certe scelte, ma Pulisic lo vedrete in questo weekend, vedremo se dall’inizio o meno. Ruoli simili a Musah? Dico Jashari, Musah, Rabiot, Comotto e anche Loftus-Cheek. Hutchinson ha delle belle qualità, è abituato a giocare tra le linee.
Io e Fabregas siamo allenatori diversi in club diversi. Cardinale non mi ha mai parlato di Fabregas come ispirazione. Il mio modo di giocare è chiaro, si è visto. Ci vuole tempo, contr Torino e United abbiamo visto come vogliamo giocare. In futuro si vedrà, se si vuole giocare come il Como bisogna assumere l’allenatore del Como. La mia identità è diversa. Ma non penso a come gioca il bene, io penso a come gioca il Milan e a come dovrà vincere le prossime partite. Chiaro che mi piace rubare qualche idea da altri ma non copio niente da nessuno, questo è il bello del mio lavoro. Non mi piace molto stare qui in conferenza a parlare, mi trovo meglio ad allenare. Ho la mia identità io, a fine stagione e alla fine di un ciclo vedremo chi avrà avuto la meglio.
Le critiche sono normali, ho vissuto una situazione simile a Manchester. Ho sempre parlato di mettere il Milan al centro, è la mia intenzione. Mi è stato chiesto di essere positivo e segnare tanto. Non faremo mai niente di casuale in campo, anzi alcune volte siamo troppo rigidi. Capisco la pressione e capisco che per voi sia difficile accettare che uno giocane arrivi per far capire come giocare. Spalletti o Fabregas ci metteranno alla prova, ci vuole tempo.
Vogliamo vincere delle partite, so che c’era qualcuno che non vedeva l’ora di farmi questa domanda. Metterò il Milan sempre al centro, io cercherò sempre di essere superiore, ad esempio Spalletti mi è stato superiore la scorsa settimana. Vediamo contro la Lazio, cercheremo di mettere in pratica le nostre qualità. Ora so cosa aspettarmi, ho detto ai giocatori che bisogna essere perfetti, c’era qualcuno che non vedeva l’ora che io inciampassi.
Stiamo cercando di trovare il miglior equilibrio tra rotazioni e posizioni migliori per ogni giocatore, tutto insieme. Dobbiamo trovare le migliori combinazioni tra i giocatori. Capisco le critiche e capisco che per lavorare su certe dinamiche dobbiamo lavorare sugli stessi giocatori. Ma la mia risposta è che devo trovare le migliori posizioni, le migliori dinamiche tra i giocatori. Se i calciatori riescono a capire la nostra idea di calcio allora possiamo utilizzare diversi interpreti. Il mio focus è su questo e su vincere. Devo trovare gli equilibri migliori per la squadra. Tutti devono essere pronti per giocare: fare rotazioni non deve cambiare le nostre dinamiche ed il nostro modo di giocare», conclude Amorim.



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