Le prime tre partite ufficiali con la maglia del Milan di Gonçalo Ramos hanno tracciato un profilo che in pochi si aspettavano.
Le prime tre di Ramos
Nel gioco di Ruben Amorim l’attaccante è sempre stato molto utile non solo nel finalizzare ma anche nel legare il gioco, per il portoghese però si è visto molto il secondo aspetto e meno il primo.
Soprattutto contro il Torino e la Juventus infatti il nuovo numero 9 del Diavolo ha fornito prestazioni generalmente sufficienti, dando un aiuto enorme alla squadra, ma davanti al portiere non si è praticamente mai visto.
Diversa la partita casalinga col Venezia, in cui si è trovato più spesso al centro dell’area e in cui infatti ha segnato un gol e avuto almeno altre 2-3 occasioni nitide, sprecate forse perché arrivato offuscato sotto porta viste le tante corse e lotte con gli avversari per ogni pallone.
Meno lavoro, più gol?
La soluzione per renderlo più presente e prolifico sembra abbastanza semplice: togliergli un po’ del lavoro senza palla e di quello in impostazione, quando spesso si abbassa per aiutare, per dargli la possibilità di essere più incisivo.
Un cambio che però non potrebbe essere troppo netto perché si rischierebbe di snaturare altri giocatori, per cui Amorim dovrà essere bravo a trovare un equilibrio giusto.
La situazione cambi
Un altro dato interessante da sottolineare sono i minuti giocati da Ramos nelle prime 3: 270 sui 270 disponibili, per cui sempre titolare e mai sostituito.
Amorim ci conta quindi tantissimo, ma col primo tour de force in arrivo servirà farlo rifiatare per evitare problemi di stanchezza dopo poche settimane.
E qui entra in campo ovviamente Francesco Camarda, rimasto per fargli da vice. Il classe 2008 andrà utilizzato in modo intelligente e quindi non solo come titolare per dare il cambio al compagno, ma anche come sostituto in momenti strategici.
Un Ramos più riposato, e con magari meno compiti di gioco, può fare sicuramente meglio quello per cui è arrivato: segnare.


