«Mi auguro di vestire questa maglia ancora per tanti anni». Partiamo da qui perché sono queste le parole più importanti: Ardon Jashari è al Milan per restare a lungo. Basterebbe questo per contestualizzare la sua prima stagione in rossonero, difficile e turbolenta.
La preparazione a metà, il grave infortunio: un inizio difficile
Senza dubbio la stagione del centrocampista svizzero è stata condizionata da due fattori: la preparazione estiva fatta a metà per via delle trattative per il trasferimento al Milan e l’infortunio che lo ha messo fuori causa a fine agosto.
La frattura composta del perone destro ha compromesso i suoi primi mesi rossoneri e fino a dicembre il campo è stato solo un miraggio. Da quel momento sono 10 le presenze, 6 delle quali da titolare, per un totale di circa 600 minuti. Pochi, ma è “normale” che sia così.
Jashari e l’apprendistato: il prossimo anno le prime valutazioni
Avere davanti nel suo ruolo un fuoriclasse come Luka Modric, ancora capace di esprimersi ad alti livelli a 40 anni, ha i suoi pro e i suoi contro. Uno di questi contro è certamente lo spazio limitato che gli viene concesso da Massimiliano Allegri. Come fai a togliere uno come il croato se performa ancora così?
D’altro canto, però, proprio aver davanti il numero 14 può essere la cosa migliore che potesse capitargli. Assorbire come una spugna i suoi insegnamenti in un’annata che già di per sé rappresentava un grande salto dal Club Brugge al Milan, in vista della prossima che, tra l’altro, offrirà maggiori opportunità per il ritorno nelle coppe europee, probabilmente in Champions League, del Milan. Le prime valutazioni su Ardon Jashari saranno fatte da agosto in avanti, quando l’apprendistato sarà finito.


