Ultima sosta della stagione. Mese di marzo, quello che Allegri brama da mesi. Milan a -6 dal primo posto. Alzi la mano chi se lo sarebbe mai immaginato. Pochi. La domanda che sorge spontanea allora è questa, la stessa che avete letto in apertura dell’articolo: «E adesso che si fa?». Un Milan sospeso tra ambizione e realismo, che condivide il momento e i pensieri con il Napoli di Antonio Conte. Eccoli qui, Conte e Allegri, vecchie volpi da campionato che inseguono a -7 e a -6 l’outsider Chivu. Con la tentazione di guardare avanti e l’obbligo di non perdere di vista l’obiettivo minimo. Seppur diverso, a inizio stagione.
INTER, IL “CALO” INASPETTATO
La classifica dice che l’Inter è ancora davanti, con un margine che resta significativo e il destino nelle proprie mani. Eppure, qualcosa sembra essersi incrinato. I soli due punti raccolti nelle ultime tre partite raccontano di una squadra che, pur restando la favorita, non è più – per usare un termine a lei molto caro – ingiocabile. È qui che si apre uno spiraglio. Non ampio, ma reale. E nel calcio, si sa, basta una crepa per cambiare l’inerzia di una stagione intera.
MILAN, BASTAVA VERAMENTE POCO
Non vogliamo fare retorica, perché ognuno ha i punti che si merita, ma al Milan per restare attaccato al treno scudetto bastava veramente, veramente poco. Una vittoria tra Parma in casa un mese fa e Lazio in trasferta una settimana fa per essere a -3 a otto partite dalla fine. Una situazione difficile, sottile, ma tanto tanto intrigante. Al termine di una stagione con due derby vinti su due che difficilmente ricapiterà.
NAPOLI, TIRATI A LUCIDO PER LO SPRINT
Quattro vittorie consecutive sono servite a far rientrare in corsa anche Conte. Quest’anno falcidiato dagli infortuni sin dall’inizio ma anche lui imbattuto di fronte all’Inter. Tanti punti recuperati e la possibilità di sparigliare le carte nelle ultime otto che non sembrano poi così impossibili. Anzi, rispetto alle altre sembra proprio quello dei partenopei il calendario più fattibile. Sui social si aprono i dibattiti, ma quello non è calcio.
GLI SCONTRI DIRETTI, IL CROCEVIA
Al rientro dalla sosta il weekend di Pasqua sarà incandescente. Dentro l’uovo troveremo prima Inter-Roma e poi proprio Napoli-Milan. E da qui passerà (quasi) tutta la stagione. Chivu avrà una possibilità importante. Vincendo si porterebbe rispettivamente a +9 e a +10 andando ad estromettere quasi definitivamente la perdente del giorno dopo da ogni discorso. Se ci sarà. Già, perché in caso di pareggio i nerazzurri (sempre vincendo) ne gioverebbero come non mai. È il classico scenario in cui ogni risultato ha una doppia lettura. Anzi, tripla, come il numero delle squadre.
Quegli scontri diretti che in stagione sono stati spesso decisivi per le sorti della classifica di una, dell’altra o dell’altra ancora squadra. Con l’Inter che non ha vinto mai contro Milan e Napoli, col Milan che ha vinto entrambi i derby e il Napoli che ha sempre affrontato al massimo, e lo farà anche a Pasquetta, quelle partite lì. Facendo anche dei punti importanti.
Un ago della bilancia che può andare veramente ovunque, con uno scenario che proprio verso la fine della stagione è cambiato e si è fatto più interessante. Due partite che non avranno in palio solo sei punti, ma molti di più. Per non parlare poi della pressione, in questo caso tutta sull’Inter ma che anche qui potrebbe spostarsi con un soffio.
Perché se insegui, ma dipende da come, puoi avere un vantaggio psicologico. Se sei inseguito, anche qui dipende da come, anche un piccolo passo falso ti può cambiare la stagione. Il punto, alla fine, è tutto qui. Il campionato è riaperto, sì, ma ancora per quanto? Da un’autostrada a corsia singola fino ad arrivare a due e adesso anche a tre. Con la possibilità che si torni ancora nell’imbuto. E allora, almeno per il momento, la risposta alla domanda iniziale non può essere né drastica né definitiva.
E adesso che si fa? Ci si prende una piccola pausa, per tutti gli interrogativi che vogliamo, per immaginare ogni possibile scenario. Ma poi si tornerà a correre. Si proverà a mettere pressione. Si resterà aggrappati al campionato finché la matematica lo consentirà. E tra qualche settimana avremo la risposta. Anzi, le risposte.



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