A lanciare l’allarme è la Gazzetta dello Sport: il Milan segna, ma non abbastanza con i suoi centrocampisti. Un dato che pesa, soprattutto se messo a confronto con le aspettative di Massimiliano Allegri, che a inizio stagione aveva fissato l’asticella: almeno 15 gol dal reparto. A oggi, però, la realtà racconta altro.
Le reti complessive del Milan sono 35, quelle arrivate dal centrocampo appena cinque, distribuite su cinque giocatori diversi con un gol a testa. L’incidenza del reparto si ferma così al 14,3%, una percentuale considerata troppo bassa per una squadra che ambisce a restare stabilmente nelle zone alte della classifica.
Lavoro sporco sì, gol no: il nodo del reparto
La Rosea sottolinea come il problema non sia tanto l’impegno, quanto la produzione offensiva. Youssouf Fofana è tra i più presenti e generosi: corre, recupera palloni, accompagna l’azione, ma ha fallito diverse occasioni che avrebbero potuto cambiare il bilancio. Adrien Rabiot, rientrato dopo l’infortunio di novembre, non ha ancora ritrovato la miglior condizione fisica, mentre Luka Modric appare fisiologicamente in una fase calante.
Più complicata la situazione di Ruben Loftus-Cheek, che pur avendo un minutaggio discreto non riesce a trovare continuità e ritmo. Samuele Ricci e Ardon Jashari, infine, restano seconde linee a tutti gli effetti, con un impatto inevitabilmente limitato anche sotto porta.
Il quadro che emerge è chiaro: il centrocampo del Milan lavora, ma segna poco. E senza un’inversione di tendenza, l’obiettivo fissato da Allegri a inizio stagione rischia di restare soltanto una dichiarazione d’intenti.


