La necessità di confermarsi, senza più passi indietro

La vittoria nel derby contro l’Inter segna un passaggio chiave della stagione. Lo fa ancor di più se quel successo diventa la leva per un ulteriore passo avanti: non solo in classifica, ma soprattutto nella consapevolezza. Il Milan di Allegri, poco alla volta, ha quasi cancellato gli strascichi della scorsa annata: una stagione segnata dal caos, da troppi gol incassati e dall’incapacità di imporsi negli scontri diretti.

La capacità di confermarsi

Con i tre punti conquistati nella stracittadina di domenica sera, il Diavolo allunga la sua striscia positiva e mantiene un primato non banale: è l’unica squadra a non aver mai perso un testa a testa con una diretta concorrente. Fin qui gli scontri diretti parlano chiaro: quattro vittorie (Bologna, Napoli, Roma, Inter) e due pareggi, entrambi in trasferta, contro Juventus e Atalanta.

Inter-Milan: l'esultanza di Matteo Gabbia, Fikayo Tomori, Strahinja Pavlovic, Mike Maignan e Davide Bartesaghi (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Inter-Milan: l’esultanza di Matteo Gabbia, Fikayo Tomori, Strahinja Pavlovic, Mike Maignan e Davide Bartesaghi (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

Numeri così non possono essere un caso. Nonostante il periodo complicato legato agli infortuni, il Milan ha ritrovato stabilità, equilibrio, idee. E dopo dodici giornate si ritrova a sole due lunghezze dalla vetta, attualmente occupata dalla Roma di Gasperini.

La nuova missione

La solidità mostrata contro le big, come un paradosso, non sempre trova riscontro quando il livello dell’avversario si abbassa. È qui che passa la prossima missione di Allegri. Per restare agganciati al vertice ed evitare di lasciare per strada altri punti pesanti – come accaduto contro Cremonese, Pisa o Parma – servirà uno step ulteriore.

Un salto che nasce da due necessità. Primo: imparare a imporre il proprio gioco anche contro le “piccole”. Secondo: trovare la concentrazione che permette alla squadra di dare il meglio nei big match. Disciplina, cuore, ma soprattutto maturità. Il sentiero è tracciato: resta da capire se il Milan saprà percorrerlo fino in fondo.

Milan: Adrien Rabiot, Fikayo Tomori (Photo Credit: Mattia Radoni / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Adrien Rabiot, Fikayo Tomori (Photo Credit: Mattia Radoni / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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