Ibrahimovic: “Siamo tutti uniti per fare il meglio possibile. Modric è il calcio, Leao lo aspettiamo perché è uno dei più forti al mondo”

Il senior advisor di RedBird, Zlatan Ibrahimovic, è stato protagonista poco fa di un lungo intervento nel corso de Il Festival dello Sport, in corso di svolgimento a Trento: “Da quando ho smesso di giocare a calcio, sembra che il tempo stia fermo. Devo fare qualcosa. Dove sto ora? 80/90% in Italia, a Milano. Mi sveglio, vado in palestra o a Casa Milan o a Milanello. Dipende dell’agenda. Poi viaggio, anche fuori dall’Europa. Diverse cose per crescere come persone e fare altre esperienze per crescere. Niente ufficio a casa Milan? Voglio essere più aperto, quando ci sono appuntamenti o riunioni vado da loro. Sennò mentalmente sei troppo fissato sull’ufficio. In tutto quello che faccio, voglio sempre vincere. Mi piace vincere. Devo vincere. Se non riesco a essere me stesso non mi diverto, non mi piace e non sto bene. Devo essere me stesso. I miei figli? Hanno avuto un papà che ha fatto la storia. Non è facile per loro, perché sono già giudicati per colpa mia. Ho consigliato loro di non giocare a calcio ma non è andata bene (ride, ndr). Ho protetto tuttie due col cognome di mia moglie, meno tensione e più privacy. Quello che arriva deve essere loro merito, per il lavoro che fanno e i sacrifici. Tutto quello che fanno devono meritarselo, non deve arrivare perché hanno il cognome Ibrahimovic. Mia moglie? Non sono sposato perché quando mi ha chiesto mi ha detto no, l’unica persona che mi dice no in questo mondo (ride, ndr). Foto dei miei piedi appesa a casa in Svezia? Oggi sono più belli, in quella foto giocavo. C’è questa foto perché a casa mia si devono ricordare che tutto quello che abbiamo è grazie a questi due piedi“.

Ibrahimovic inizia a parlare del momento del Milan: “Stanno andando bene. Quest’estate è arrivato Allegri, che è un allenatore vincente. Ha portato esperienza, equilibrio. Poi quando vinci lo spirito è sempre al top. Stanno tutti uniti per fare il meglio possibile. Io lo ho avuto come allenatore. Tutto quello che facciamo lo facciamo per i risultati. Finché il Milan vince, le critiche si allontanano. Se non vinci le critiche si avvicinano, soprattutto quando giochi in un club con il Milan. Secondo me sta giocando bene la squadra. C’è un mix di esperienza e talenti per il futuro. Stanno giocando bene e portano risultati. Litigio con Allegri? Non una, tante volte. Una volta a Londra contro l’Arsenal che tutti si ricordano. Quando hai due con una mentalità vincente è normale, non è tutti i giorni amore o abbracci, c’è anche un’altra parte di queste situazioni. Diversi caratteri, diverse mentalità. Poi purtroppo quando esce sui giornali, per noi è la normalità. Per voi sembra ‘wow, cos’è successo?’, ma per noi sono cose normali. Soprattutto per me. Dopo Juventus-Milan ero dentro lo spogliatoio, sto vicino alla squadra. Il Milan è come una famiglia. Facciamo tutto insieme: perdiamo e vinciamo insieme. Dopo la partita erano tutti arrabbiati perché era una partita che si poteva vincere. Poi quando Allegri parla, tutti ascoltano e parla lui. Si è sfogato perché non era contento, anche i giocatori erano arrabbiati. Dopo la partita ognuno è pieno di adrenalina, quindi la risposta subito dopo la partita non è quella che dai il giorno dopo. Bisogna stare attenti quando si parla dopo la partita. Lo spogliatoio è come una casa, e quando entri non devi disturbare troppo i giocatori e l’allenatore“.

Ibrahimovic si sofferma su alcuni singoli: “Cosa manca a Leão? Tanti parlano di lui. Se non si parla di lui, non sarebbe uno dei più forti. Si parla dei più forti. Se guardiamo il passato, quando abbiamo vinto lo Scudetto, per me lo ha vinto da solo. Faceva la differenza. La squadra stava dietro a questo fenomeno. Leao ha vinto lo Scudetto da fenomeno, da solo. Chiediamo tanto da lui perché ha questa magia che ogni volta che fa qualcosa… quando non fa queste cose partono le critiche. Lo aspettiamo perché è uno dei più forti al mondo. Tutto qua. Modrić è un maestro. Non gioca a calcio, lui è il calcio. Non aspettare, se fai questo loro sono disponibili. Devi solo fare la guida. Più o meno come ho fatto io. Lui molto più leader in campo. Il mio modo più sembrare più aggressivo e più duro, ma per me è la normalità. Un giocatore però non fa la differenza da solo e questa squadra è ben equilibrata”

Ibrahimovic ha poi raccontato alcuni aspetti del suo passato: “Guardiola e Mourinho hanno cambiato il calcio. Ho avuto la fortuna di avere tutti e due. Hanno fatto la storia, tutti e due mi hanno voluto nella loro squadra. Sono due diverse persone: Guardiola era all’inizio della sua carriera, e l’altro era tutta mentalità, ti entrava in testa e ti controllava. Tutti e due vincenti, ma in modi diversi. Capello mi ha portato alla Juventus, è lì che è iniziato il percorso da calciatore a fuoriclasse, quell’ultimo step a cui pochi arrivano. Mi allenavo in un altro modo, mentalmente e fisicamente. Capello era un allenatore che ti alza e ti schiaccia: ti faceva sentire ‘wow’ e il giorno dopo zero. Aveva la sua strategia per entrarti in testa. Da allenatore devi entrare nella testa dei giocatori. Entrare nella loro testa e farti seguire. Capello mi ha trasformato da normale a un animale. In casa ho messo i miei trofei, tutte le cose che ho vinto. Postato nel giorno del Pallone d’Oro? Mi è arrivato così, non c’è gelosia. Ho fatto questo video 4 mesi fa, non sono una persona che vive sui social. Rimpianto Pallone d’Oro? Non è un rimpianto, è molto strano che non l’abbia vinto (ride, ndr), non sempre il più forte lo vince. Non ho vinto nemmeno la Champions League, non è un segreto. A chi lo avrei dato? Devi giudicare il giocatore che ha fatto la differenza individualmente. Per me Yamal l’ha fatta”.

Milan: Zlatan Ibrahimovic (Photo Credit: Valeria Lippera per MilanPress.it)
Milan: Zlatan Ibrahimovic (Photo Credit: Valeria Lippera per MilanPress.it)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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