Gennaio. Le intenzioni di Fiorentina e Roma sul futuro di Yacine Adli e Alexis Saelemaekers sono chiare: vogliono trattenere entrambi i giocatori. Fine maggio: i due giocatori torneranno al Milan perché da un lato la scelta è stata quella di non riscattare il centrocampista francese, dall’altro la richiesta rossonera non collima con le esigenze giallorosse.
Sebbene le situazioni siano diverse, il risultato finale sarà lo stesso: a meno di sorprese, ad inizio luglio entrambi saranno parte del raduno a Milanello. E per il futuro? Dipende da tanti fattori, primo dei quali la scelta del nuovo allenatore. A pesare sarà ovviamente la loro volontà e ovviamente quella della società qualora ricevesse eventuali offerte.
L’INDIZIO TARE?
“L’appartenenza per me conta tanto, i giocatori che vengono al Milan devono capire da subito che questa maglia e questo stadio hanno un peso importante, noi dobbiamo essere bravi a trasmetterlo ai nostri giocatori“, così Igli Tare ha parlato di uno degli aspetti più importanti sotto la sua nuova gestione sportiva. Come dimostrato in questa stagione, in negativo, in una rosa è necessario avere sia titolari che alternative che siano pronti a tutti per il club, esattamente quello che in passato hanno dimostrato sia Adli che Saelemaekers.
Uno dei problemi di quest’annata è stata la gestione di certi comportamenti nello spogliatoio, dettata dall’assenza di veri leader carismatici o ancor peggio da atteggiamenti sbagliati dei presunti tali. Avere giocatori legati alla causa, a prescindere dallo spazio concesso dal tecnico, può fare la differenza per dare l’esempio a titolari e alternative.
GLI ALLENATORI ACCOSTATI E LE CHANCE DI ADLI E SAELEMAEKERS
Allegri? Conte? Non è ancora chiara la direzione che prenderà il Milan con la prossima guida tecnica, ma possiamo ipotizzare quali caratteristiche possano essere premiate da un calcio o dall’altro.
Alexis Saelemaekers ha mostrato la sua duttilità a più riprese in questi anni, adattandosi ad un calcio offensivo come poteva essere quello di Pioli e ad un calcio più accorto come può essere stato quello di Ranieri a Roma. Per questo motivo sia per Allegri che per Conte potrebbe essere una pedina fondamentale in termini di corsa, qualità ed equilibrio sul terreno di gioco.
Yacine Adli è invece un centrocampista atipico che può mostrare le sue doti migliori in un calcio di possesso, dove può dettare i tempi e non è costretto a fare rincorse o coprire spazi e linee di passaggio. Sotto quest’ultimo aspetto è cresciuto nelle ultime due stagioni visto il raggio d’azione sempre più arretrato che gli è stato affidato, prima al Milan e poi alla Fiorentina. Emergono quindi dubbi sulla sua utilità in un calcio difensivo o predisposto all’attenzione sotto quell’aspetto.


