Il Derby di mercoledì sera ha mostrato uno dei pochi Milan dignitosi di quest’anno: grinta, cattiveria, voglia di vincere e tanta tanta solidità. Il risultato è stato un 3-0 che ha fatto rivivere ai tifosi i tempi più belli.
Tutto ciò che è stato detto prima è sembrato non valere più nulla. Nessuno escluso, da Maignan a Jovic, i rossoneri si sono lasciati alle spalle le critiche di questa stagione e hanno messo in campo una prestazione vista forse solo contro il Real Madrid a novembre, o sempre contro gli stessi nerazzurri a settembre.
Tra i migliori in campo più silenziosi non bisogna dimenticare calciatori come Tomori e Jimenez, che sono stati fondamentali nella vittoria. E pensare che uno doveva andar via per forza in inverno e ha detto di no più di una volta, mentre l’altro ad inizio anno giocava in Serie C.
Peccato però che le parentesi belle di quest’anno siano state davvero poche, e di ritrattare su tutte le critiche fatte piovere negli ultimi mesi non se ne parla proprio.
PROTAGONISTI SILENZIOSI
Ma è anche vero che, se ogni occasione si è rivelata buona per criticare, in questi casi è giusto elogiare chi se lo è meritato. E i sopracitati Tomori e Jimenez meritano un po’ più di attenzione.
Posizionati in zone non proprio di comfort per loro, si sono adattati alla grande. Il centrale inglese ha giocato da braccetto sinistro, ma anche da quarto di difesa nei momenti in cui ci si compattava un po’ di più dietro; Jimenez invece è partito da quarto di centrocampo per poi riabbassarsi leggermente a mezzala durante la fase difensiva, ma in questi mesi ha sempre dimostrato di poter giocare letteralmente ovunque.
Inutile proseguire sulla solita retorica del “bisogna ripartire da loro”, perché non sarebbe giusto e, a dir la verità, ha un po’ stancato.
Se proprio però dobbiamo parlare in questo senso, chiariamo che la cosa migliore sarebbe ripartire da tutti quanti, ma con una guida diversa. Una guida che sappia valorizzare questo roster e che lo sappia tenere in equilibrio mentalmente, cosa che – come dimostrato dagli ultimi – non è proprio semplice.
È anche comprensibile però che, con il fallimento di quest’anno, sarà obbligatorio fare un minimo di cassa, facendo partire qualcuno anche malvolentieri. Una vittoria in finale di Coppa Italia con la conseguente qualificazione all’Europa potrebbe cambiare però qualche scenario.


