Alzi la mano chi si sarebbe aspettato di vedere il Milan in queste condizioni dopo le ultime stagioni vissute in netta crescita da cinque anni a questa parte. Dopo aver gradualmente centrato l’accesso in Champions League, vinto uno scudetto e disputato una semifinale della competizione europea più importante per club, i rossoneri hanno fatto un pesante dietrofront, e mai come quest’anno rischiano di restare fuori non soltanto dalle prime quattro caselle, ma addirittura fuori dall’Europa.
Programmare la prossima stagione
Una situazione incredibile se pensiamo ai progressi vissuti e fatti in questi ultimi anni. Il Milan e i suoi tifosi stanno pagando le scelte scellerate di una società che non è riuscita a garantire continuità al lavoro dei predecessori, e il tutto sembra essersi definitivamente spezzato dall’addio di Pioli, che già aveva fatto tanta fatica lo scorso anno nel guidare un gruppo di lavoro da solo, senza il supporto di nessuno, in dirigenza, o quasi.
Ma è andata così, e per quanto sia complicato voltare pagine e capire di chi sono realmente le responsabilità che hanno portato alla medesima situazione, la cosa più intelligente da poter fare, in casa Milan, è soltanto una: pensare al domani, pensare al futuro. Perché, se da un lato la gestione di questa annata – a partire dall’annuncio dell’allenatore – è iniziata in netto ritardo rispetto alla consuetudine, oggi essere quasi fuori da tutto e senza obiettivi può paradossalmente trasformarsi in un assist per pensare alla prossima stagione. Perché non saranno ammessi altri scivoloni (che poi può andare davvero peggio di così?), nelle scelte degli interpreti e nella definizione di ogni ruolo all’interno di un organigramma che non può e non deve essere composto soltanto da nomi messi lì, senza capire “chi comanda davvero”.
La cosa più intelligente da fare, allora, è pensare al domani come se la prossima stagione dovesse cominciare tra due mesi. Forse al quarto piano in via Aldo Rossi qualcuno l’ha capito, tanto che la scelta del direttore sportivo, un bravo direttore sportivo, sembra esser più che avanzata. Così come può essere importante scegliere già da adesso l’allenatore giusto per ripartire con fiducia: puntare ancora su Conceiçao o scegliere un’altra figura? Senza dimenticare chi scende in campo: guardarsi negli occhi e capire chi ha a cuore davvero il bene del Milan.


