La strategia del club è confusa. Si cambia tutto, anzi no, si resta così. Come stanno influendo le mosse della società su allenatore e giocatori

Tante volte si chiede ai tifosi di guardare oltre il risultato. Tante volte si rimprovera un ambiente di non esser paziente. Tante volte le società chiedono tempo per valorizzare il lavoro di uno staff tecnico e non cadere nell’errore di cambiare per un momento di difficoltà.

Al mondo Milan in questi anni non sono mancate pazienza e comprensione. Lo stadio è sempre pieno e la Curva raggiunge in massa qualsiasi destinazione per sostenere la squadra, cantando sempre 90 minuti, spesso più di qualsiasi altra tifoseria organizzata.

Tuttavia ieri sera, nonostante i rossoneri fossero avanti nel punteggio, a metà secondo tempo San Siro ha fischiato. Ha espresso fastidio per una prova troppo superficiale e distratta per essere vera. Lo Slavia Praga è stato padrone del campo 11 contro 11 ed è stato dignitoso ed ordinato nei 75 minuti di inferiorità numerica. I cechi hanno mostrato una compattezza e una consapevolezza notevoli, segnali tipici di un gruppo che crede in quello che fa.

Il Diavolo al contrario quest’anno vive con costante scostanza. Domina l’Atalanta mettendo ritmo e intensità, ma crolla a Monza due volte nella stessa partita. Batte il PSG ma si fa rimontare dal Lecce da 0-2. Scende in campo con interpreti anche diversi ma non trova mai una continuità di prestazioni.

Certo Pioli non ha saputo dare una quadra tattica alla squadra. Non gli riesce da oltre un anno solare e anche se ora la panchina è lunga, non ha trovato soluzioni nemmeno in questa stagione. Però in questi mesi ad onor del vero il club non lo sta minimamente aiutando. Cardinale a volte lo difende, altre quasi preannuncia rivoluzioni. Qualche settimana fa sia il proprietario del Milan che Ibra, nell’intervista al Financial Times hanno affermato di non esser contenti dell’andamento di questa stagione e hanno lasciato intendere che una rivoluzione a tutti i livelli è più che probabile. Oggi invece sempre Zlatan ha dichiarato che la società è contenta del lavoro di Pioli.

Il club sta lavorando su molti tavoli, tra stadio di proprietà, ricerca di soci di minoranza, espansione di nuovi mercati in tutto il mondo. In mezzo a tutto questo serve programmare il campo del 2024/25, decidere l’allenatore e tutte le possibili conseguenti mosse di mercato tra acquisti e cessioni.

La sensazione è che la società stia andando in una direzione ma ancora ignota, il mister navighi un po’ abbandonato, i giocatori non siano sul pezzo e l’ambiente attorno alla squadra sia disorientato e non sappia cosa aspettarsi.

Quando gli intenti non sono gli stessi poi in campo si vede. Il calcio a volte è banale nelle sue letture e il non aver un obiettivo comune pesa più di qualsiasi altra cosa. Non è facile progettare l’ennesimo rimescolamento di organigrammi in pochi anni, ma sicuramente in Casa Milan questo lavoro non lo si sta gestendo al meglio, pertanto che si vinca o che si perda, i tifosi vivono questo periodo sconfortati, distaccati e persino annoiati. Altri anni zero stanno arrivando.

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