Marc Andrè Zoro, ex calciatore ivoriano che ha giocato in Italia con le maglie di Messina e Salernitana, ha rilasciato un’intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport per parlare del tema razzismo dopo gli episodi che hanno coinvolto Mike Maignan a Udine.
“Maignan ha fatto bene a fermarsi, ma sarebbe dovuto rimanere negli spogliatoi. Anzi, doveva andar via dallo stadio. Quando successe a me, ricordo Adriano dirmi di lasciar stare e di non prendermela, ma in quel momento è impossibile ragionare. Dentro di me covavo una grande rabbia, ed è stato così anche per Maignan”.
Il sostegno dei compagni: “Dopo il gol del 3-2, Adli ha fatto una corsa di cinquanta metri per andare ad abbracciare lui invece di Okafor. Il calcio è questo, per fortuna. Anche a Messina i compagni giocarono un ruolo fondamentale. Soluzione? Chiudere lo stadio per sei mesi, in modo tale che la gente riesca a capire la gravità del gesto”.
Su Cioffi: “Una persona senza personalità. Mi viene in mente Ancelotti, che dopo un caso simile disse che sarebbe stato impossibile parlare di pallone dopo la partita. Cioffi ha sbagliato a dire così (evitare il discorso razzismo per parlare di calcio, ndr). Ha avuto un atteggiamento da debole. Dovrebbe far capire ai suoi tifosi la gravità del fatto. Se fosse successo a un suo giocatore come avrebbe reagito?”.
Zoro ha concluso la sua intervista con un messaggio indirizzato a Maignan: “A Mike dico di essere forte, coraggioso. L’Italia è un Paese stupendo, ma il cambiamento è un processo lento. È incredibile come dopo quasi vent’anni si parli sempre delle stesse cose: insulti, cori razzisti, ignoranza. Non vengono mai presi provvedimenti seri, e questo è un peccato mortale”.

