Walker in conferenza: “Al Milan serve voglia di vincere e io sono qua per questo, voglio vincere. Non potevo dire di no”

Il nuovo acquisto del Milan Kyle Walker ha parlato alla sua conferenza stampa di presentazione. Ecco le dichiarazioni del terzino inglese:

“Per me giocare in questo club, indossare una maglia storica, è qualcosa di fantastico. Ho ambizione di provare una nuova esperienza e voglio dimostrare tutto il mio talento. Ho parlato con uno dei grandi (Ibrahimovic) prima di venire qua. Mi ha chiarito il concetto che la società vuole far bene, ha ambizione. Un inizio è stata la vittoria in Supercoppa. In campionato non sta facendo bene ma in Champions sì. Io porto la mia esperienza e voglio far sì che questa squadra torni dove deve essere. Speriamo si possa far meglio, abbiamo i giocatori forti.

Quando ero bambino vedevo le grandi squadre italiane come Milan o Juventus. Volevo vivere queste emozioni in Italia. C’erano tante squadre interessate a me ma ho preferito restare in Premier. Adesso penso che questo sia il momento giusto per venire qua. Voglio dimostrare di essere importante non solo in Premier ma anche in Serie A. Cosa serve al Milan? Quello che ho visto negli ultimi minuti, ma per tutta la partita. Voglia di vincere. C’è stata una grande differenza tra il primo e il secondo tempo. Ci vuole leadership e carattere in campo. Zlatan ha parlato di quello che è successo tra Conceicao e Calabria, hanno dimostrato che quello che serve è il carattere.

Bonus Champions? Sarebbe un sogno vincerla, ho vissuto entrambe le situazioni al City in due finali. Di questo però se ne parlerà più avanti, dipende da noi. Non è un bonus economico, il bonus sarebbe vincere la Champions, non gioco per soldi. Al City non stavo andando bene, non giocavo, sono venuto qui per giocare e vincere dei trofei. Con il Tottenham ci sono andato vicino, al City ne ho vinti 17 e non voglio fermarmi qui anche se ho 34 anni.

Se ho pensato “Chi me l’ha fatto fare?”, no, questo è il calcio. Abbiamo vinto e ottenuto i tre punti che servivano per iniziare al meglio una settimana importante tra Champions e derby. Leader? È quello che devo fare. Con la mia età e con la mia esperienza posso mandare questo messaggio ai più giovani. Ma non posso farlo da solo. A quanto ho visto ci sono altri leader, forse manca un po’ di fiducia per gli alti e bassi nei risultati. Il nuovo allenatore ha delle buone idee e basi per costruire. A volte serve disciplina, quel fuoco dentro che ultimamente forse è mancato. Questo è il mio ruolo. Non è solo questione di giocare bene in campo. Conosco Ruben, Fikayo e Tammy dall’Inghilterra, spero che loro possano dipendere da me e che io possa guidarli in campo. Voglio vincere con il Milan.

Derby? Ho già giocato contro l’Inter in Champions, sarà una partita diversa. Loro sono venuti con un blocco basso a Manchester, abbiamo dovuto aggirare questo blocco, potevamo fare meglio ma eravamo ancora all’inizio. Sarà entusiasmante giocarci nel derby. L’ultima sfida l’abbiamo vinta noi, loro cercheranno la rivincita, ma è una questione di mentalità, dobbiamo cercare di dare il massimo per noi stessi e per i tifosi. Guardiola? Non è stata una conversazione semplice, abbiamo vinto tutto insieme. Spero che lui sappia ciò che posso offrire allo spogliatoio. Sono qui per giocare e per lavorare con i miei compagni. Il Manchester City era la mia famiglia, credo di essere stato apprezzato. Qui voglio imparare la lingua ed impegnarmi al massimo, ho ancora fame e fuoco dentro per raggiungere gli obiettivi. Milan nel destino? Spero di sì, io non credo nel destino ma credo nel lavoro sodo. Si raccoglie ciò che si semina. Non farò le cose in base al mio compleanno (il 28 maggio, ndr), ma solo con il lavoro. Champions? Ci vuole lavoro e fortuna.

Leao? La qualità parla da sola, da ciò che ho visto in allenamento e nelle partite. Anche Ruben Dias e Bernardo Silva mi hanno detto che ha grandi qualità. Per diventare uno dei più forti al mondo serve impegno e dedizione. Ci vuole carattere ed anche un minimo di presunzione, non arroganza, bisogna lavorare sodo e i risultati arrivano. Theo? Ci ho giocato contro in Nazionale, è un top player, le statistiche parlano da sole. Questo è l’inizio, ha 27 anni, io sono arrivato al City a quell’età e per un difensore a questa età è l’apice della carriera. Se avrà bisogno di consigli io sono a disposizione. Spero che potremo essere complementari.

Ho parlato con il mister, non si esprime molto bene in inglese ma è contento che io sia qui. Devo dimostrare di essere un buon giocatore. Lui, lo staff e la società si sono messi a mia disposizione, mi hanno accolto a braccia aperte e spero di ripagarli. Li ringrazio tanto, ora sta a me rispondere. Potevo restare a Manchester, avrei rispettato il contratto, ma a volte la vita è fatta di sfide per provare qualcosa di diverso. Ho parlato con tanti calciatori ed ex calciatori che non hanno fatto esperienze fuori dalla Premier. Con un’altra società forse sarei rimasto in Inghilterra ma quando un club come il Milan si interessa a te non puoi dire di no. È il tipo di sfida che volevo, il Milan è entusiasta di me e aveva voglia di prendermi, sentivo dentro di me che era la decisione giusta. Spero possa esserci un bel finale”. 

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