L’edizione questa mattina in edicola de La Gazzetta dello Sport, alla vigilia del derby di Milano tra Milan e Inter, ha realizzato una lunga intervista al doppio ex della gara, Bobo Vieri.
Derby, le parole di Vieri
«Nessun interista dice niente perché non vuole portare sfortuna, ma a meno dieci con dieci partite da giocare, non ci sarebbe squadra in grado di raggiungere questa Inter. Che fra l’altro con le “piccole” vince praticamente sempre. E quando perdi uno scudetto, è perché perdi punti qua e là con le piccole. I nerazzurri hanno preferito il campionato alla Champions? Mai pensato a una roba del genere: una squadra come l’Inter è obbligata a non fare certi ragionamenti. Ne parlavo da poco con Paolo Maldini: giochi un’intera stagione per arrivare in Champions e poi in Europa pensi “No, ma io devo concentrarmi sul campionato”? Dai…Oppure guardi al vantaggio che hai in classifica e ti metti a fare calcoli? A me di quello che facevano le mie avversarie non è mai fregato nulla».
«Leao ha detto che per il Milan è questione di vita o di morte? L’ha detto per caricare tutti: squadra, ambiente. Ma non sono queste le partite per cui un presidente, un allenatore o un compagno ha bisogno di dire qualcosa: ti carichi da solo. Certe cose servono quando giochi partite “facili”, non per queste qui. L’Inter non vince un derby da due anni? All’andata il Milan ha vinto con un contropiede, perché è straforte in ripartenza rispetto all’Inter. L’Inter sa come gioca il Milan, dunque Chivu lavorerà forte sulle transizioni difensive: se necessario, anche con un bel fallo tattico, come piace dire ai sapientoni laureati in calcio che amano inventare espressioni nuove. Io dico: se perdi palla, anche una bella ranzata se necessario».
Vieri sul Milan
«Se vuole vincere il derby, il Milan dovrà attaccare: come farlo nel modo migliore con i giocatori che ha, nessuno meglio di Allegri può saperlo. Leao deve giocare più palloni possibili e andare in porta il più possibile. Pallone, porta, gol: non deve pensare troppo. Più continuo? Non più di tanto, ma lui è questo: o ha tutti contro, o tutti stravedono per lui. Quando lo guardo mangiare il campo, mi scappa quasi da ridere e mi dico: “Peccato che non lo faccia in tutte le partite”. Avrebbe tutto per farlo, ma Leao è così, e va bene anche così. Se fossi Chivu, al Milan toglierei Leao, Modric, Rabiot e Maignan. E all’Inter sette-otto, perché Lautaro lo ha già tolto un infortunio».
«Sommer è sempre un portiere solido, però Maignan sta facendo cose fuori dal normale. Modric? Solo in Italia si parla così tanto dell’età dei giocatori. Era al Real, e giocava, solo l’anno scorso, mica dieci anni fa: se fossi nel Milan non gli rinnoverei il contratto, gli farei cinque anni di contratto. Lui e Rabiot sono perfetti insieme. E bravo Allegri a far fruttare il rapporto che aveva con Rabiot per averli tutti e due».



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