VIDEO: Bennacer racconta le tappe del suo infortunio. Terzo episodio: la risonanza magnetica

Ismael Bennacer racconta le tappe del suo infortunio in una maniera unica. Lo fa attraverso un percorso ad episodi, con dei video pubblicati sul suo canale YouTube inaugurato proprio per l’occasione. Un modo nuovo per coinvolgere i tifosi e chi si interessa al calcio nelle vicende personali, anche più negative, di un calciatore. Dopo i primi due episodi, ecco la trascrizione delle sue parole del terzo episodio, ma anche le immagini.

TERZO EPISODIO – LA RISONANZA MAGNETICA

Siamo arrivati a Lione. Cammino bene, molto bene. Mi sono rimesso in forma. La risonanza magnetica dovrebbe essere positiva. Andiamo a trovare il macellaio che mi ha operato (ride, ndr). Non ho perso peso, devo mangiare. Faremo la risonanza magnetica e poi torneremo a vedere il chirurgo.

La Coppa d’Africa? Normalmente dovrebbe andar bene. Nessuna possibilità? No, per niente, dovrebbe essere tutto a posto prima di gennaio. 

Ogni volta, quando faccio la risonanza magnetica, c’è davvero molto rumore, e credo che sia l’etere. Perché si tratta di onde, risonanze magnetiche e onde magnetiche. Fa tac, tac, tac. Ecco perché indossano il casco. Sono abituato, non sono troppo infortunato, ma ne ho fatte parecchie. Il medico mi ha detto che è andata perfettamente, molto bene. C’è ancora un po’ di liquido nel ginocchio, che è normale dopo un’operazione del genere. Un intervento come questo è normale. Ma per il resto è ben consolidata, quindi siamo a posto. 

Vengono mostrate delle immagini durante una sessione di fisioterapia il giorno dopo la risonanza. Parte specifica sulla riabilitazione del ginocchio, con esercizi specifici per il rinforzo muscolare, resistenza atletica. Nel pomeriggio ci concentreremo maggiormente sulla preparazione fisica, mantenimento cardiovascolare, lavoro di panca.

È la prima volta che riprendo peso in questo modo, che faccio esercizi muscolari. Da ieri, dalle buone notizie di ieri. Dobbiamo inviare un po’ di materiale ora. 

Odio tutto ciò che è così, ma questo è il lavoro. Osservate il numero di gocce di sudore che cadono. Credo che stiano facendo il debriefing per me in questo momento. Francamente, è dura! Già su una bici come questa, 30 secondi, 40 secondi. Andiamo, solo un minuto. Ad alta intensità, è difficile. Due minuti? Difficile. È pazzo, non so cosa voglia, pensa che io stia andando sulla luna. 

La cosa positiva è che era tempo di vacanze per tutti, non ho visto molte partite. L’infortunio è arrivato a quattro partite dalla fine. Mancano quattro partite, ve lo immaginate? Ho perso quattro partite, poi c’è stata una pausa di due mesi. Diciamo che siamo nel mezzo della ripresa. Abbiamo quasi finito i tre mesi, quindi ne mancano circa tre.  È una buona cosa. Quei tre mesi passarono molto, molto velocemente. Anche se mi alleno così quasi ogni giorno, sei giorni alla settimana. Ma è così che vanno le cose, è questo il lavoro. Francamente, alla fine, siamo soddisfatti del lavoro svolto“.

Le immagini del terzo episodio

 

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