Il Milan sfrutta l’inerzia della vittoria “agrodolce” di Newcastle per ritrovare il successo anche in campionato dopo il K.O. contro l’Atalanta, consolidare il terzo posto, guadagnare due punti sulla Juventus e aspettare il risultato dell’Inter, in campo in questi minuti in casa della Lazio. Una tarda mattinata estremamente positiva per i rossoneri, che tuttavia non è perfetta a causa degli ennesimi infortuni muscolari, che stavolta hanno colpito Pobega e Okafor (e prima ancora Musah nei giorni scorsi), non certo due giocatori tra i più utilizzati in stagione, e che martedì in Champions avevano giocato rispettivamente ventidue e dodici minuti, mentre tre giorni prima contro l’Atalanta non avevano messo piede in campo. Interpellato sulla questione, mister Pioli continua a ripetere da oltre un anno di stare lavorando per risolvere la situazione, ma al momento – su questo fronte – la luce in fondo al tunnel non si vede per nulla.
La partita contro il Monza apre di fatto un mini-ciclo di due mesi nel quale i rossoneri saranno impegnati solo tra i confini nazionali, e questo può essere un bene per la truppa di Pioli perchè – senza l’assillo e la pressione delle notti europee – Giroud e compagni possono ritrovare quella serenità e quella fluidità di gioco, con i riflettori del nostro campionato che al momento paiono indirizzati sul duello Scudetto tra Inter e Juventus. Certo, il Monza ci ha messo del suo, perchè, pur creando molto – e questo è certamente un aspetto su cui lavorare molto, visto che il Milan concede almeno uno paio di palle gol nitide a partita a qualunque avversario si trovi di fronte – non è stato quello tignoso e fastidioso visto contro altre big, da ultima la Juventus. Il Milan, però, ha nettamente meritato la vittoria ed il parziale avrebbe potuto assumente contorni ancora più ampi senza un paio di autentiche prodezze di De Gregorio, ormai stabilmente nella Top-5 dei portieri del nostro campionato.
Milan, quanto ben di Dio…
Ottime le prestazioni individuali di tutto il pacchetto difensivo: dal redivivo Kjaer, alla “favola” Simic, passando per Florenzi e Theo Hernadez, liberi di tentare le sortite offensive, per finire alle certezze Maignan e Tomori. Bene anche il centrocampo, con la rinascita di Reijnders, e l’attacco, con Leao e Giroud che stavolta hanno vestito i panni dell’assist-man, e un Okafor nuovamente entrato in partita nel modo migliore, come già a Newcastle. La partita contro il Monza, a volerla sintetizzare, è una sorta di monito per il futuro del Milan. Dà quella sensazione di un pendolo che oscilla tra speranza e rimpianto: perchè, checché ne dicano i detrattori del mercato estivo, nella rosa del Milan – che certamente non è perfetta – ci sono tante, ma tante, cose positive a livello tecnico. C’è profondità (oggi in panchina c’era gente come Bennacer, Jovic, Okafor e Chukwueze), c’è talento, e ci sono dei giovani dalle enormi prospettive (Simic, Bartesaghi, Camarda, Jimenez, Nsiala, Traorè, Zeroli i più interessanti) formati in un vivaio che forse da un decennio non era così florido.
Speranze, dunque, ma anche rimpianti, perchè la sensazione è che dovremo attendere la prossima stagione per vedere questo potenziale esprimersi davvero in maniera costante, senza continui incidenti di percorso. E’ davvero un peccato, insomma, che – a meno di crolli sull’altra sponda del Naviglio – in questa stagione ci si debba accontentare di blindare il quarto posto in Serie A e arrivare in fondo all’Europa League. Le premesse per creare un ciclo vincente quantomeno in Italia nel futuro prossimo ci sono tutte: l’importante è che dalla prossima estate vengano messe nelle mani delle persone giuste…


