Archiviata l’ultima sosta per le Nazionali, il Milan è pronto a proiettarsi verso gli ultimi due mesi della stagione, che saranno importantissimi non soltanto per il presente, ma anche per il futuro della squadra che lotta tra il piazzamento tra le prime quattro in classifica e la Champions League.
Proprio alla vigilia di quest’ultimo macro periodo, ecco che a suonare la carina ci ha pensato – nuovamente – un capitano senza fascia, uno dei milanisti puri di questa rosa: Sandro Tonali. Parole forti, parole da leader quelle rilasciate nella lunga intervista ai microfoni di DAZN. Il centrocampista rossonero ha un po’ tirato le somme tra i successi passati e gli obiettivi ancora da raggiungere, passando per quel lungo mese di gennaio dove l’identità del Milan sembrava totalmente perduta.
Il momento è adesso
Bisogna metterci la faccia, e Sandro Tonali – nonostante la giovane età e le critiche iniziali (che riguardano soprattutto quella prima complicata stagione in rossonero) è sempre stato presente, soprattutto nei momenti no. L’ha fatto lo scorso anno fuori dal campo dopo la partita contro il Torino, uno 0-0 che rischiava di far saltare quel sogno scudetto. L’ha rifatto anche dopo, sul rettangolo di gioco contro Lazio ed Hellas Verona, prendendo per mano i suoi nei momenti più delicati del finale di stagione.

Oggi le cose sono tutt’altro che cambiate. Quantomeno per Tonali ed il suo legame con il Milan. Tra le certezze dello scacchiere di Pioli, spicca la leadership di chi trova il coraggio di parlare dei momenti bui, come quelle sette folli partite ad inizio 2023; proiettandosi poi al futuro e ricordando a tutti che “Siamo il Milan”.
L’importanza di un giocatore come Tonali è vitale per chiunque, partendo dalle mura del centro sportivo di Milanello e arrivando a chi sta fuori da quei cancelli. Milanismo puro, una bandiera che da queste parti – e soprattutto in questo Sport – fatica a farsi vedere.
Tonali suona la carica, per centrare gli obiettivi in campionato ma senza dimenticare il sogno e quella parolina magica, la Champions. Perché sognare non costa nulla, soprattutto se ci metti il cuore.
“Saremo solo ambiziosi e felici, dobbiamo giocare come se fosse solo la nostra partita. A Santa Lucia chiederei la finale di Champions. Per vincerla chiaramente…”


