È tempo di cambiare, seppur sia troppo tardi

La possibilità di portarsi a -5 dall’Inter, sfumata e trasformata in un -8, chiude definitivamente ogni scenario legato alle ambizioni scudetto del Milan. Un epilogo che rende questa corsa al titolo tra le più strane degli ultimi anni: chi vincerà lo farà senza dominare gli scontri diretti, senza imporsi nei derby e quella sensazione che bastava poco, pochissimo, per laurearsi campioni.

Rimpianti e prospettive

In casa rossonera restano soprattutto i rimpianti, amplificati da quanto accaduto nell’ultima settimana e mezzo. La squadra di Allegri ha mancato il tiro sul più bello, proprio quando avrebbe potuto (e dovuto) fare un concreto passo in avanti. Ma la sconfitta di Roma cambia prospettiva: più che guardare avanti, ora il Milan è costretto a difendere ciò che ha, con un margine sul quinto posto che resta rassicurante, ma non abbastanza da dormire sonni tranquilli.

Le spiegazioni si rincorrono. C’è chi punta sull’aspetto mentale, tra pressione e nervosismo nel momento decisivo. Una tensione che il Milan, nel suo complesso, non è riuscito a gestire fino in fondo, allenatore compreso. Quasi come se l’obiettivo dichiarato della Champions abbia finito per diventare un limite psicologico, più che una base da cui rilanciare le ambizioni.

Evolversi cambiando pelle

Poi c’è il campo. E lì, inevitabilmente, entra in gioco anche una questione di scelte. Il 3-5-2 ha garantito equilibrio per buona parte della stagione, ma nelle ultime uscite è sembrato trasformarsi in un vincolo più che in una soluzione, soprattutto quando i due attaccanti scelti, così attaccanti non sono. Anche contro la Lazio, dopo segnali evidenti già nei primi minuti, il Milan ha faticato a cambiare pelle. La variazione nel sistema di gioco è arrivata soltanto nel finale, troppo tardi per frenare quella Lazio nella bolgia dell’Olimpico.

E allora, per quanto possa essere troppo tardi in termini di corsa scudetto, il Milan può comunque pensare di cambiare qualcosa. Per il finale di stagione, che merita di essere onorato – quantomeno con la conferma del secondo posto – e chissà, magari con un pensiero rivolto al futuro. Il 3-5-2 ha restituito solidità e identità, ma il passo successivo passa dalla capacità di evolversi, di farlo subito. Non per inseguire un’emergenza, ma per alzare davvero l’asticella.

Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)
Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)

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