L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha intervistato l’ex allenatore, oggi commentatore tv, Andrea Stramaccioni, in merito al derby vinto ieri sera dal Milan contro l’Inter in Coppa Italia: “La chiave è stata la caparbietà di Conceiçao ad insistere su questo nuovo 3-4-3, la straordinaria integrazione di Jovic in questo sistema e una ritrovata solidità difensiva, aiutata dal cambio di sistema. È oggettivo: il Milan ha caratteristiche individuali e di squadra che creano problemi all’Inter. Sono stati derby diversi per andamento e sviluppo, quello di ieri è quello vinto in maniera più netta e meritata“.
Stramaccioni prosegue: “L’Inter ha giocato 35 minuti molto buoni costruendo almeno 3 palle gol. Poi è arrivato il gol di Jovic… Non so se Conceiçao, allenatore del Vitoria Guimaraes al momento dell’esordio di un 19enne Jovic in Portogallo, fosse già un suo estimatore… Ma una cosa è certa: io do grandissimo merito all’allenatore per aver creduto e insistito su di lui nonostante il milionario acquisto di Gimenez e averlo promosso titolare. Fossi il Milan terrei Jovic: guai a perderlo a zero“.
Stramaccioni conclude: “Reijnders è fortissimo, un centrocampista moderno che ha una caratteristica rarissima: salta l’uomo a centrocampo e ha cambio di passo bruciante. In più sta crescendo tanto come finalizzatore. Ieri si è battuto il petto mostrando alla Sud lo stemma. Ha tutto, il Milan se lo tenga stretto… Conceiçao? Lo ripeto da tempo: attenzione, Sergio è qui solo da pochi mesi ma lo si giudica come se stesse al Milan da anni. Ha ereditato una situazione complicata. Ora ha trovato il modulo e anche i giocatori cui affidarsi. I giudizi nel calcio cambiano rapidamente, il suo lavoro va valutato a fine stagione“.


