La Serie A saluta tanti top player per i loro costi. Come si posiziona il Diavolo nella corsa alla sostenibilità?

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Stiamo vivendo una sessione di calciomercato che a livello nazionale e continentale, sta facendo registrare trasferimenti di giocatori molto importanti, con ogni probabilità addirittura una delle più impattanti di sempre.

Messi e Sergio Ramos dalla Liga alla Ligue 1, con Mbappe ormai prossimo a fare il passaggio inverso, per citare solo i movimenti che hanno fatto più rumore e con grandi protagonisti della Serie A che lasciano l’Italia, in favore di Francia, Spagna e Inghilterra. Parliamo naturalmente di Donnarumma e Hakimi al PSG, Lukaku al Chelsea, Ronaldo verso lo United e aggiungiamo anche De Paul dall’Udinese all’Atletico di Madrid.

La lotta scudetto del nostro paese dunque perde pezzi pregiati, mediaticamente a livello mondiale si rischia di perdere appeal e quest’aspetto per futuri ambizioni di diritti TV potrebbe rappresentare un problema. Ma in nome della sostenibilità economica in primis, i top club del bel paese hanno dovuto prendere scelte impopolari. Il nostro campionato dunque in modo concreto si muove per poter aver costi tollerabili e tra i cinque massimi campionati europei, assieme alla Bundes, sembra il più coerente da questo punto di vista.

In sostanza, dopo questa primavera, dove il grido d’aiuto dei club più ricchi (e in crisi) d’Europa aveva fatto il giro del mondo, con la proclamazione in una notte della SuperLega, utile in primo luogo a ripianare i bilanci in rosso da anni, i gesti più tangibili l’hanno fatto Milan, Inter e Juve, ognuna a suo modo come giusto che sia ed a seconda delle esigenze/possibilità.

Per quanto concerne i rossoneri, questa politica per la verità è realtà già da anni, ovvero da quando Elliott ha rilevato le quote della società. Il roster è meno nobile delle altre due grandi del nord e i risultati degli ultimi anni ci costringono ad inseguire. Tuttavia sul lato della programmazione in ottica sostenibilità, il Milan è più avanti delle sue concorrenti.

Non è al momento qualcosa che dia vantaggi competitivi, ne tantomeno consenta di mettere titoli in bacheca. Però l’unica strada da intraprendere è proprio questa, ed avendola imboccata già da qualche stagione, nel medio periodo potrebbe davvero dare qualche plus al Diavolo. Torneremo a vincere perchè più capaci di fronteggiare le problematiche finanziarie del calcio moderno?

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Pallone Serie A – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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