Non saranno 2 sconfitte a bloccare la crescita del Milan: ecco dove può lavorare ancora Pioli

Milan: Samu Castillejo e Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma) - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Samu Castillejo e Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma) - MilanPress, robe dell'altro diavolo

La sconfitta con Sassuolo pesa per la classifica, pesa sulle convinzioni e pesa all’ambiente Milan nel suo complesso perché arriva dopo Firenze e sopratutto perché a differenza del match del Franchi, la batosta di ieri appare decisamente più meritata.

Quando nessuno dei giocatori chiamato in causa arriva ad una valutazione di sufficienza, il problema è più complicato e come abbiamo già sottolineato sulle nostre pagine in queste ultime ore, non è una questione di singoli, ma di interpretazione della partita e delle sue sfaccettature.

Serve qualcosa di differente. Lo staff tecnico ha dimostrato più volte di avere capacità di preparare in modo sorprendente la fase offensiva. L’ha fatto anche quanto con i terzini che tagliano centralmente come abbiamo visto per esempio molto bene a Bergamo.

Coi neroverdi post Madrid, forse la soluzione sarebbe stato un approccio molto diverso da quello solito. Più attendista. Più ordinato. Più sornione. Se non si hanno gamba e testa per pressare alto, meglio non farlo. A maggior ragione con una squadra che palleggia bene ed ha qualità.

Ma questo è l’ennesimo step che chiediamo da tifosi del Milan a Pioli. Ne ha già centrati molti e in 2 anni ha alzato di molto l’asticella. Ora dovrà provare a far diventare opportunista e adulta una banda di giovani affamati, grazie alle sue idee. Vediamo come andrà avanti questo processo.

Milan: Samu Castillejo e Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)