La sconfitta di chi non ci ha nemmeno provato

Sì può vincere e si può perdere, è il gioco del calcio. Ma non in questo modo. Quanta rabbia per non aver indossato la maglia del Milan in una finale con orgoglio, gettando il cuore oltre l’ostacolo. E di questi 90 minuti più recupero non rimarrà niente, se non una conferma di una rosa individualmente forte ma nel collettivo, e dispiace dirlo, da cambiare. 

Non analizziamo dirigenza, società, arbitraggio, tattiche, singoli o tutto il resto. Parliamo solo di campo, di quello che è successo nell’ultimo atto di una Coppa Italia che, come capita da 20 anni (ed è vergognoso), non entra nella bacheca di un Club blasonato come quello rossonero. Parliamo di cuore, quello che è mancato. Di grinta, quella che è mancata. Di vanto meneghino, quello che è mancato…in tutta la stagione.

E la partita non è iniziata neanche male, con il Diavolo che ha rischiato il vantaggio al decimo minuto con Jovic che conclude centralmente davanti ad un pronto Skorupski. Ed è proprio lì che è finita. Perché poi il Milan, inspiegabilmente, cala nel ritmo e si fa sorprendere da un possesso palla infinito del Bologna, squadra bravissima nel perdere tempo e rendere violento un match che avrebbe potuto vivere di qualità tecnica dati i precedenti in campionato.

Non c’è niente da sottolineare. Il reparto difensivo si è fatto scivolare via Ndoye con facilità, il migliore della partita. Cross dalla destra, cross dalla sinistra…tutti loro i palloni. Nel centrocampo va premiata la presenza costante di Fofana, anche se acciaccato dopo il dolore di Genova. E poi nulla in fase di costruzione perché intercettati dai raddoppi: via di lanci lunghi verso la difesa avversaria. E l’attacco non è minimamente sceso in campo. Molle, prevedibile, mai in grado di dare la sensazione di rendersi pericolosi. 

Le domande sono semplici. Perché su un palcoscenico del genere non hai saputo, da squadra nettamente più forte nei valori, avere un minimo di verve in più? Perché hai abbandonato caratterialmente la gara? Perché farsi prendere in giro continuamente? Perché non ti sei fatto valere? 

Restano 180 minuti in Serie A, con la possibilità di essersi giocati la certezza dell’Europa in questa maniera. Prima la stagione si chiude, meglio è. E pensare che sarebbe bastato quel minimo di sudore in più per rendere una sconfitta meno amara. 

Milan-Bologna: Matteo Gabbia, Tijjani Reijnders (Photo Credit: IPA Agency)
Milan-Bologna: Matteo Gabbia, Tijjani Reijnders (Photo Credit: IPA Agency)

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