Il Bologna vince la Coppa Italia sconfiggendo il Milan all’Olimpico di Roma al termine di una prestazione assolutamente inguardabile. Partita decisa da un gol di Ndoye ad inizio ripresa.
Milan-Bologna, primo tempo
Sergio Conceiçao si affida ai suoi “titolarissimi”: a destra c’è ancora Jimenez preferito a Walker mentre Jovic guida l’attacco a discapito di Gimenez. Italiano lascia in panchina i due ex Calabria e Pobega e schiera Fabbian insieme a Orsolini e Ndoye alle spalle di Castro. Parte meglio il Milan, che dopo tre minuti va vicino al vantaggio: sortita di Leao, che entra in area da sinistra e mette in mezzo dove Jimenez non colpisce bene di sinistro e manda alto. Il Bologna risponde cinque minuti dopo con una punizione velenosa di Miranda, che Castro sfiora e Maignan smanaccia.
Al decimo è clamorosa la (doppia) occasione per il Milan: cross di Jimenez, Skorupski evita l’autorete di Beukema e poi respinge anche la successiva conclusione da due passi di Jovic, purtroppo centrale. Dopo un primo quarto d’ora a ritmi sostenuti, la partita vive una fase di flessione piuttosto lunga, durante la quale le occasioni latitano: a tre dall’intervallo, stacco di Holm su angolo dalla destra, ma sfera centrale bloccata in due tempi da Maignan. La partita si innervosisce molto, con interventi piuttosto duri, e dopo tre minuti di recupero un Mariani tutt’altro che sul pezzo manda le squadre al riposo sullo 0-0.
Milan-Bologna, secondo tempo
Nessun volto nuovo al rientro dagli spogliatoi, dopo due minuti giocata di Leao, che salta due uomini sulla sinistra e crossa basso in mezzo, trovando la chiusura in angolo di Beukema. All’ottavo il Bologna passa in vantaggio: filtrante di Freuler per Orsolini, chiuso al momento del tiro da un grande intervento di Hernandez, ma la palla arriva a Ndoye, che se la sposta sul destro e fredda Maignan. Superata l’ora di gioco, Conceiçao cerca di dare vitalità ad un Milan spento operando un triplice cambio: dentro Walker, Joao Felix e Gimenez al posto di Tomori, Jimenez e Jovic. Milan che passa così ad un 4-2-3-1 ultra offensivo. Dopo cinque minuti dal suo ingresso in campo, proprio il portoghese ha una buona palla sul cross basso di Pulisic, ma cicca clamorosamente il pallone.
Al 70°, Theo Hernandez ruba il pallone a Holm, e mette in mezzo ma il sinistro di Gimenez è debole e centrale. Il gioco è molto spezzettato a causa di continue interruzioni dettate da perdite di tempo dei giocatori felsinei, ma il Milan pare con pochissime idee, e tutte confuse. A due dal novantesimo, Conceiçao si gioca il tutto per tutto, inserendo Chukwueze e Abraham al posto di Fofana e Pulisic. Il pessimo Mariani si conferma tale nel momento in cui concede solo sei minuti di recupero, quando solo nell’ultima interruzione prima della segnalazione si è stati fermi tre minuti per un colpo alla testa subito da Beukema. Il Milan si getta in avanti alla disperata, ma senza mai tirare verso la porta di Skorupski, così ad esultare sono solo i felsinei, che tornano a vincere il trofeo dopo oltre mezzo secolo.


