Prima di Natale ci si vuole garantire un bel regalo, no? Eppure sembra già, dalle previsioni della vigilia, che Verona sarà un’altra volta fatale per il Milan. Anche se questa volta, più che per il Club, il destino avverso sembra quello di Paulo Fonseca sulla panchina rossonera.
Ci sono troppe voci su un suo probabile addio: tra Xavi e Allegri, il portoghese sa che in caso di mancato risultato al Bentegodi le arie inizieranno a essere più cupe. E in tutto ciò, i meneghini faranno una trasferta maledetta per più motivi, sottolineando le tante indisponibilità tra le convocazioni.
Ecco perché Fonseca si trova a fare scelte sì discutibili, ma sotto una certa ottica anche obbligate. Su tutte, l’opinione pubblica si schiera contro la pedina sulla mediana di Filippo Terracciano, votato da sempre come terzino e, da ex, alla prima prova in quella posizione. Il Mister ha voluto assicurarsi una sorta di bilanciamento tra trequarti e centrocampo: con l’avanzare di Reijnders (giusto per non bruciare troppo Liberali), serviva un difensore aggiunto insieme allo stanco Fofana. Con questa chiave di lettura, la scommessa non pare troppo azzardata.
Da analizzare in questo senso come il gruppo si muoverà in fase di non possesso, con il simil 4-4-2 a coprire ancora di più gli attacchi dei padroni di casa. In fase di palleggio, il 4-2-3-1 può trasformarsi in 3-4-3. Difficile anche capire chi si ergerà dalla panchina a gara in corso, perché perforare il Verona al Bentegodi non è così scontato come sempre (Napoli e Roma sanno).
Altro tema è l’attaccante, con Abraham che parte da favorito rispetto a Camarda. Avere due giovani come Mattia e Francesco a subentrare in un match del genere può effettivamente dare benefici al Diavolo? Nelle aspettative dell’incontro, il 2007 e il 2008 sembrano proiettati al minutaggio. Sta di fatto che ad oggi il Milan si gioca tanto (o forse tutto) in questa stagione, e lo farà con la classica emergenza che coincide quando piove sul bagnato.


