L’edizione odierna de Il Corriere dello Sport ha realizzato una lunga intervista ad Alexis Saelemaekers, che ha parlato della stagione attuale del Milan e sua personale. Di seguito le dichiarazioni dell’esterno belga.
Saelemaekers sui sui inizi
“A giocare a calcio seriamente ho cominciato a dieci anni, prima solo per strada con mio fratello Jesse, che di anni ne ha dieci più di me. A undici sono entrato nell’Anderlecht, il
mio periodo di formazione è stato breve. In Belgio curano molto i settori giovanili, quello dell’Anderlecht è il più famoso, ma negli ultimi tempi il Bruges ha fatto progressi enormi. Dai 6 ai 15 anni mai alzare la palla, costruzione da dietro e non importa se da un errore nasce il gol degli altri. Ti insegnano a giocare in tutti i ruoli per comprenderne le difficoltà e le specificità“.
“L’aspetto tecnico prevale su tutto, vincere non interessa a nessuno, formare i giovani è la priorità, è la nostra cultura. Dai 15, 16 anni in avanti si passa alla ricerca del risultato, alla vittoria, ma con alle spalle dei princìpi chiari e assimilati. In quella fase impari a trovare la soluzione quando finisci sotto pressione o quando la partita prende una piega negativa. Anche per questo il calcio belga, per importanza inferiore a quello italiano, sta diventando uno dei mercati più interessanti e frequentati“.
Saelemakers su Allegri
“Allegri insegna la cattiveria, quella agonistica, e a mantenere alta la concentrazione. Sempre. Quando invita alla calma è perché vuole che ragioniamo. Fin dal primo giorno si lavora per vincere. Con lui si cresce dal punto di vista mentale perché ti porta a dare il 100 per cento in ogni istante, in ogni occasione e in ogni situazione, anche quando la partita costringe la squadra a subire. Non ha bisogno di spingerci ad abbassarci ad esempio: ci dà gli strumenti per affrontare tutti i momenti“.
“Allegri ci chiede di giocare ogni palla perché da ogni palla può nascere qualcosa di importante. Come a Roma, dove siamo partiti bene ma dopo quindici minuti sono cresciuti tanto loro. A quel punto però sapevamo come comportarci, avevamo l’obiettivo di non prendere gol. Abbiamo sbagliato qualche uscita, molti passaggi, questo sì. Il mister ripete spesso che il risultato può dipendere da un solo episodio… Allegri ti cambia la testa. Giocare bene o vincere? Vincere. Ci si ricorda solo di chi ha vinto“.
Saelemaekers sui suoi compagni
“Modric ha vinto tanto sia individualmente sia collettivamente. Ma mostra un’umiltà nel lavoro di tutti i giorni, ti conquista. Rabiot conosce tutto del calcio italiano e ha una personalità incredibile. Leao, come tutti, vive di alti e bassi. Ma non è uno che si risparmia. E poi ha qualità eccezionali. De Winter sta crescendo tanto“.
Saelemaekers sui sui allenatori del passato
“Pioli mi fece giocare con continuità, quell’anno ci divertimmo parecchio… E chi mi lanciò nell’Anderlecht fu Hein Vanhaezebrouck. Tanto nel 3-4-3 quando nel 5-3-2 coprivo tutta la fascia, è il ruolo dove mi trovo meglio. Thiago Motta un grande lavoratore: possesso, tattica, giocavamo un calcio bellissimo pur non essendo dei fenomeni e abbiamo ottenuto un grande risultato… Anche quando la mattina andavo a fare dei trattamenti lo trovavo già al campo alle 8 e ci restava fino alle 18“, conclude Saelemaekers.


