Rimonte e carattere. Conceicao già meglio di Fonseca, ma la strada è ancora lunga

Quello di Sergio Conceicao può essere già considerato il Milan delle rimonte. Quella rocambolesca a cui abbiamo assistito oggi a pranzo contro il Parma, in un teatro surreale, un San Siro silenzioso, giustamente polemico, grigio e quasi spettrale, ha il sapore del miracolo e non deve e non può far dimenticare due dati molto netti e chiari. Il primo è che questo Milan ancora non va. Gioca male, è ancora impacciato, pieno di difetti e con tante lacune. Ci sarà tanto da lavorare e sicuramente Conceicao dovrà ancora sudare per mandare in campo una squadra convincente. Il secondo però è un segnale importante e confortante che non si può e non si deve assolutamente sottovalutare. Il Milan, con il suo nuovo allenatore portoghese, ha vinto cinque partite sulle sette disputate fin qui e quattro di queste sono arrivate in rimonta da situazioni di svantaggio e, spesso, di enorme difficoltà in cui la squadra sembrava impantanata tra mille problemi, tecnici, tattici e fisici. Non è ancora un Diavolo ad immagine e somiglianza del suo allenatore, ma quattro rimonte in sette partite non sono e non possono essere soltanto frutto del caso o della fortuna e lo spirito, la grinta, la voglia di vincere e recuperare a tutti i costi il risultato, ma soprattutto il carattere, sono segni e tratti distintivi del Conceicao uomo, calciatore prima e allenatore adesso e sono stati senz’altro segni distintivi di questa squadra in questo primo mese (scarso) con il nuovo tecnico.

Il Milan delle rimonte, ma bisogna migliorare in fretta

Milan-Parma: l'esultanza della squadra al gol di Samuel Chukwueze (Photo Credit Agenzia Fotogramma)
Milan-Parma: l’esultanza della squadra al gol di Samuel Chukwueze (Photo Credit Agenzia Fotogramma)

Non bisogna ovviamente entusiasmarsi oltremodo per questi risultati avvenuti più per la forza della disperazione e senza una logica tattica o una manovra quantomeno accettabile, derby di Supercoppa con l’Inter, forse, a parte. La squadra, come già detto, ha ancora mille difetti e, se si analizzano le sette partite disputate fin qui con Conceicao allenatore, non riusciamo a trovarne una convincente al 100%. Il Milan sembra durare sempre un tempo, a volte nemmeno quello. Alterna discreti primi tempi a secondi tempi imbarazzanti o viceversa. Ben vengano le rimonte, ma bisogna cominciare a giocare meglio, essere più fluidi nella manovra, sfruttare meglio le occasioni che si vengono a creare e soprattutto concedere meno agli avversari, se si vorrà avere un futuro e raggiungere gli obiettivi nel prosieguo della stagione. Il carattere, la voglia, l’energia e un Mike Maignan quasi sempre in versione Superman non possono assolutamente bastare. La settimana che verrà sarà fondamentale per dirci quale potrà essere il cammino del Milan in questa stagione. Zagabria e derby sono già la cartina di tornasole e, soprattutto la prima, non si possono assolutamente sbagliare se si vuole mettere a posto un’annata fin qui ancora troppo al di sotto delle aspettative. Conceicao dovrà per forza di cose trovare il bandolo della matassa per rendere il Milan una squadra equilibrata ed allo stesso tempo vincente. Non può e non potrà contare troppo, purtroppo e come i suoi predecessori, su una proprietà e una dirigenza quantomeno ai limiti della decenza, ma la sua garra può e deve fare la differenza.

Rimonte e poco altro, ma tra Conceicao e Fonseca c’è già un abisso

Milan: Paulo Fonseca (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Paulo Fonseca (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Il Milan di Conceicao, però, come già detto, è il Milan delle rimonte. Attendendo e sperando in ulteriori arrivi dal calciomercato – se davvero arrivasse Santi Gimenez, oltre a Walker, sarebbe davvero oro colato per questa rosa – la squadra, rispetto all’interregno Fonseca ha almeno ritrovato la voglia di lottare, lo spirito di sacrificio e il voler combattere all’unisono per il medesimo obiettivo. Al netto della situazione Calabria vs Conceicao che di certo non è stata edificante per l’immagine del club, i giocatori sembrano essere tutti dalla parte del proprio tecnico e sono contenti di combattere con e per lui. Questo con Fonseca non avveniva e la dimostrazione sta nelle reazioni, composte e senza particolari polemiche, di Leao e Theo Hernandez dopo le rispettive sostituzioni a fine primo tempo. Non è un caso, quindi, che in sette partite con l’ex allenatore del Porto siano arrivate già quattro rimonte complete mentre con Fonseca il Milan aveva al massimo recuperato due punti (i due pareggi contro Lazio e Torino) da situazioni di svantaggio. Non rimonte complete quindi, nemmeno una in più di quattro mesi. Il dato che in 125 anni di storia per la prima volta il Diavolo abbia vinto una partita partendo da una situazione di svantaggio al 90′, è soltanto simbolico, ma non è assolutamente da sottovalutare il fatto che sia un traguardo arrivato con questo allenatore in panchina. Conceicao fin qui, inoltre, non ha mai avuto la possibilità di lavorare per una settimana intera e da quando arrivato ha giocato partite ufficiali al ritmo di più di una ogni tre giorni. Insomma, il lavoro c’è e quello da fare è sicuramente tanto, ma il Milan di Sergio è quello delle rimonte e vincere, per ora, è l’unica cosa che conta.

 

Lino Dimitri
Lino Dimitri
Giornalista 35enne, Carmelo Dimitri è iscritto all'ordine dei Pubblicisti dal 2012. Dal 2010 collabora, a vario titolo, e scrive per diverse testate online, nazionali e non. Si occupa di Milan dal Settembre del 2011 e segue il calcio da quando era piccolissimo. Le sue più grandi passioni sono il calcio, il Milan e la scrittura. Attualmente è editorialista di punta nella redazione di MilanPress.it.

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